Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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288
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Gino Luzzafto
In prima linea dobbiamo collocare l'allevamento dei bozzoli e, legata a questo, l'industria, ancora tipicamente agri*? cola, della trattura della seta.
Queste due attività, che, fra il 1855 ed il '60, erano state ridotte a meno della metà dalla diffusione della pebrina, riprendono rapidamente terreno dopo quella data, per una larga importazione di sementi giapponesi, immuni dalla malattia, finche dopo il 1864, in merito a preziose scoperte fatte da illustri entomologi francesi ed italiani, la bachicoltura può svincolarsi dalla soggezione verso il Giappone, e può in pochi anni riguadagnare tutto il terreno perduto, raggiungendo di nuovo i massimi di produzione non più superati dopo il 1845. Ne derivò un grande vantaggio di tutta la produzione agraria, che, anche in virtù dei prezzi altissimi dei bozzoli e della seta tratta, trova, nelle regioni in cui la bachicoltura è più fiorente, la possibilità di disporre di capitali, che altrimenti le mancherebbero del tutto.
Nello stesso tempo, sebbene in misura assai minore, si giovano dell'aumento dei prezzi la coltura del riso e quelle del lino e della canapa, mentre la guerra di secessione degli Stati Uniti di America offre un forte, ma effimero, stimolo alla coltivazione del cotone in alcune zone del Mezzogiorno e della Sicilia.
Altro segno confortante nello sviluppo dell'economia agricola è l'inizio di due grandi opere destinate a determinare, nei decenni successivi, un sensibile aumento della produzione: il canale Cavour, che, partendo dalla confluenza della Dora Baltea nel Po e spingendosi fino al Ticino, renderà possibile l'irrigazione di circa 500.000 Ha. di terre collinari e pianeggianti del Piemonte e della Lombardia occidentale; e le bonifiche limitate nei primi anni ad una breve zona della provincia di Ferrara, ma destinate ad estendersi, più tardi, a gran parte della bassa padana e del litorale veneto.
Ma tutti questi miglioramenti o promesse di miglioramento, limitati nel peiiodo 1865-70 a poche regioni, od anzi a piccole parti di esse, non riescono a modificare le linee generali del quadro, che seguitano ad essere quelle di una stagnante immobilità, determinata in parte dalla ristrettezza del