Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <289>
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l'economia il altana nal primo decennio dell'unità 289
mercato, che mori si riesce a superare se non a parecchi anni di distanza dal raggiungimento dell1 unità, ma, in parte forse maggiore, dalla scarsissima disponibilità di capitali, sensi­bilmente aggravata, come si è visto, dalla politica finanziaria per le continue emissioni di piestiti a condizioni estremamente allettanti e per l'inasprimento dei tributi, i quali, con van­taggi spesso insensibili per le entrate dello Stato, gravano in misura intollerabile sui proprietari e su molti dei fittavoli, e rendono impossibili gli investimenti per il miglioramento e l'incremento della produzione agricola.
La vendita dei beni ecclesiastici e di quel che ancora resta­va dei beni demaniali e feudali, che fu iniziata nel 1867 e che sebbene sia stata condotta a termine soltanto molto più tardi, fu accelerata, per necessità finanziarie, negli anni immediatamente successivi, contribuì in misura rilevante ad aggravare il male.
Si era sostenuto, ed in tempi noi mali il ragionamento avrebbe forse risposto a verità, che quelle alienazioni avrebbero determinato in breve tempo un sensibile miglioramento nella nostra economia agraria, in quanto che le terre entrate nelle libere correnti commerciali, ed acquistate da privati che ave­vano tutto l'interesse di aumentarne il valoie e trarre da esse il maggior profitto possibile, avrebbero dovuto essere sfrut­tate con criteri più economici e razionali. Ma data la fame di terre sempre viva nella gente di campagna e particolarmente acuta nel mezzogiorno e nelle isole, data la maggiore esten­sione delle terre ecclesiastiche e demaniali messe all'asta in queste regioni, e data la scarsissima disponibilità di denaro liquido, ne derivò che tutto il capitale disponibile e forse anzi più di quello che fosse effettivamente disponibile, fu assorbito dagli acquisti, e così la maggior parte dei proprietari si tro­varono completamente sprovvisti di capitali per investimenti indispensabili nelle loro terre, vecchie e nuove, per opere di miglioria od anche per continuare una coltivazione razionale, che non ne determinasse un pauroso impoverimento.
Manca, purtroppo, tuttora uno studio accurato che, per for­tuna, ci consta essere stato intrapreso appunto in questo anno, il quale permetta di stabilire in quali mani andarono le terre de­gli enti ecclesiastici, delle congregazioni religiose, e delle opere