Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <291>
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L'economia italiana nel primo decennio deW unità 291
Nello stesso tempo il Mezzogiorno o almeno le sue regioni più povere, quali il Molise e la Basilicata, ebbero nei primi tempi più danno che vantaggio dalla estensione, ancora in­completa, della rete ferroviaria, che nel periodo della costru­zione stimolò molti proprietari alla vendita di larghi tratti dei loro boschi: opera di disboscamento che le ferrovie stesse, col concorso di un contemporaneo e fortissimo rialzo nei prez-zi del grano, contribuirono a favorire, invogliando i pro­prietari a mettere a coltura vaste strpernei che, nei primi anni dopo il dissodamento assicuravano larghi redditi, ma che a breve distanza di tempo furono condannate a perdere il sottile strato di humus e diventare sterili, mentre il di­sboscamento minacciava di rovina anche le terre piane sot­tostanti.
Ma nonostante questi danni innegabili, riteniamo che non risponda affatto al vero il fare iniziare dall'unità il sorgere della questione meridionale. L'inferiorità economica di molte, non di tutte, le regioni del Mezzogiorno e delle isole di fronte ad alcune I non tutte le regioni del Nord e del Cen­tro, risale al periodo della dominazione spagnuola e proba­bilmente anche all'epoca aragonese ed angioina ed a cause molto più antiche che non è qui il luogo di riprendere in esame.
Non v'ha dubbio tuttavia che quella inferiorità preesi­stente è stata resa più grave nell'immediato domani dell'unità, in parte per le cause obiettive a cui abbiamo accennato, ma forse in misura maggiore per cause soggettive.
A queste cause soggettive accenna con molta efficacia l'Iacini nell'ottima Relazione generale, premessa agli Atti dell'inchiesta agraria, dove afferma che, avanti l'unità, le condizioni dei lavoratori dei campi erano forse più misere delle attuali (egli scrìveva nel 1884), ma non erano sentite e non davano luogo a lamenti e proteste. Furono l'unificazione, le ferrovie, le migrazioni interne ed esterne, che mettendo i con­tadini, e specialmente i contadini meridionali, a contatto con regioni in cui le condizioni di vita, sebbene non molte floride, erano tanto superiori alle loro, fecero sentire, come intolle­rabile, la loro gravissima inferiorità.