Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <473>
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La rivend'icagione di una vittima 473
L'incentivo primo alla riapertura e ripresa della causa era stato senza dubbio offerto dalla stampa delle memorie dell'ex-direttore di Polizia Francesco Garofolo,l il cui autografo uscì per le stampe ap­punto nel 1848. * In esse sì diceva che non ci furono confessioni da parte del cav. Ricci e che perciò veniva meno la base maggiore sulla quale poggiava il Duca per la condanna, e si lasciava in altro modo chiaramente intuire che la colpa di quella condanna di un innocente spettava al Riccinl
Quelle memorie costituirono come il fondamento (e illuminarono il pubblico in molti particolari) per la lunghissima causa. * Ma esse da
- Se poro non fu essa stampa il primo atto offensivo e intenzionale contro il Biocini, come par probabile. Dalla lettera sopra ricordata di Cesare Galvani Apprendiamo che le confessioni del Garofolo uscirono in luce il 29 maggio.
9 Confessioni di Francesco Garofolo direttore dì Polizia in Modena, Modena, A. Bossi, 1848, pag. 140. Iia stampa portava il motto :
... Le mie parole esser den seme Che frutti infamia al traditor...
* (DANTE))
B Sfai BIANCHI, op. cit. dòc. XXXIV, si riporta il passo del Garofolo che si riferisce appunto alle mancate confessioni del Bice-i. Vedasi specialmente, elfi, pai avanti, il mio scritto sulle pretese confessioni del càv. Bieei.
4 II .volumetto del Garofolo è diviso in 30 capitoletti o paragrafi. Comincia colla protesta che egli non intonde difendere il Rìcci, ma smascherare le mene MI' metodi del Bicoini e difendere la propria riputazione. Dopo aver parlato dèlie congiure immaginarie inventate dal Bicoini per terrificare il Duca e dominarlo, e dopo narrati gli arresti, le perquisizioni e gli esilia, e accennato alla setta dei San­fedisti e all'azione svolta dalla fóce della 1>M al Garofolo ostile e tutta devota al Biccini, entra nel vivo della questione, parlando della propria rottura col mi* lustre e soprattutto intrattenendosi della tragedia Ricci. Dà al riguardo molti par* Scolari : Q si ferma specialmente a dimostrare che per le accuso al cav. Biod doveva trattarsi di calunnia, che il processo era contro legge e non reggeva né! in fatto uh in diritto, ohe il Direttore di Polizia fu ingiustamente tenuto lontano da tutta la faccenda, ohe infine il Bicoini fu vivamente interessato prima a per­dere il Bicci, poi, quando in tutti Modena e fuori sorsero dei dubbi, a perso*. rlere con pubblicazioni, nella Voce della Verità e a parte, che la condanna era stata ben data. Quindi le confessioni coartate degli asserii complici, quindi gli opuscoli, gli artìcoli della Imparzialità (che non era altra se non la moglie di Bicoini), quindi le funzioni espiatorie nelle chiose. Termina il Garofolo parlando della congiura ordita contro di lui dal Bicoini e della conseguente cacciata dalla Direzione di Polizia. Importante e l'indirizzo inviato dal Garofolo al Principe Massimiliano sul Bicci, Intfiaw che non ebbe mal risposta o evasione. Lo Me