Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
<
1957
>
pagina
<
298
>
298
Gino Luzzatto
tazioni Ben più gravi, talvolta veramente tragiche, che hanno turbato le campagne del mezzogiorno dal 1861 al '65, e quelle della bassa padana nell'inverno 1868-69.
Le lotte per il brigantaggio, che tanto hanno contribuito ad approfondire il doloroso distacco fra Nord e Sud, se ebbero nel primo anno il carattere politicoreligioso di un tentativo di rivincita dei Borboni, che avevano il loro quartier generale a Roma a Palazzo Farnese ed avevano ottenuto l'aiuto delle alte gerarchie ecclesiastiche, perdettero completamente questo carattere nei quattro anni successivi, per assumere quello di una manifestazione patologica dell'estremo malcontento della popolazione rurale in tutti i suoi strati sociali. Ma se in queste manifestazioni si può vedere un indice sicuro dello stato di estremo disagio in cui erano abbandonate quelle popolazioni, nessuno potrà onestamente rappresentarle come un inizio, anche lontano, di un movimento sociale, che abbia coscientemente un fine di rinnovazione e di redenzione. Né un carattere socialmente molto diverso ebbero le agitazioni per il macinato, pura espressione di malcontento, incoraggiato dall'opposizione politica di destra e di sinistra, ma senza alcuna finalità economica e sociale ben determinata.
Nel mezzogiorno in forma assai più grave, ma tolte poche eccezioni anche nel Nord la vita economica nel primo decennio del Regno si muove ancora con un ritmo estremamente lento, per cui essa stenta a liberarsi dalle strettoie in cui era rimasta chiusa per più di due secoli.
Soltanto intorno al 1870 si manifesteranno i primi segni di un maggiore dinamismo: periodi di rapida ascesa si alterneranno a nuovi periodi di crisi gravissima, finché dopo il 1898 si inizierà il quindicennio, quasi ininterrotto, di una ascesa che sarebbe estremamente confortante se essa non si manifestasse soltanto a nord di Roma e non aggravasse il distacco, già tanto grave fra le due parti dell'Italia.
GINO LUZZATTO