Rassegna storica del Risorgimento

1861-1876 ; ECONOMIA ; MINGHETTI MARCO ; SELLA QUINTINO
anno <1957>   pagina <302>
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Aldo Berselli
pato, nuove imposte per 100 milioni. Non nascondeva tuttavia che egli pen­sava ad altre imposte straordinarie atte a provvedere alle straordinarie difficoltà in cui ci ai trovava, di base amplissima . e capaci di dare una vistosa risorsa alla finanza , come ad esempio una non grave imposta sulle farine ed un lieve dazio sulla esportazione . x) Egli infine prevedeva esser possibile far scomparire pel 1864 interamente il disavanzo mediante nuove imposte e modificazioni di quelle in atto* ed indicava tale meta come que­stione di vita o di morte , 2)
L'esordio del Sella come ministro delle Finanze, mostrava già alcuni aspetti del suo metodo che rimasero costanti e furono ricorrenti. Fu merito non piccolo l'aver dato il segnale d'allarme sulla gravità della situazione fi­nanziaria in un momento in eoi trionfava una specie di fatalismo, di aver fatto crollare la leggenda aurea che presupponeva mirabili possibilità eco­nomiche immediate per il ricostituito paese ;3) merito altrettanto note­vole quello di aver affermato la necessità di spezzare il circolo vizioso pro­prio del sistema che fino allora era stato tanto in uso: quello di aumentare le spese e diminuire le imposte. E se ancora non incominciè a scaricare sulle spalle dei cittadini italiani omnibus d'imposte, avverti chiaramente che per assestare le nostre finanze un solo mezzo sarebbe stato efficace: imposte, imposte, e null'altro che imposte . *) Circa il piano finanziario i motivi che egli addusse, e cioè la mancanza di notizie precise sulle spese ordinarie defi­nitive del nuovo Regno, nonché sull'importanza e sul movimento della sua ricchezza,s) avevano allora indubbia validità; .c'è solo da osservare che an­che quando questi ostacoli cessarono, il Sella non pensò mai ad una soluzione razionale del problema. 6)
Ad essa invece pensò il Minghetti, successore del Sella. Il Corbino scrive che il Minghetti lo fece sotto la pressione dell'opinione pubblica . 7) Non direi: era nella forma mentis del Minghetti affrontare il problema con un piano organico e razionale.8) 11 piano che egli propose, presentava questi clemen­ti: stabilire su solida e sicura base il bilancio normale pareggiando entro po­chi anni l'entrata con l'uscita; stabilire in separata sede la spesa straordi­naria che suppliva a necessità temporanee che in un tempo più o meno remoto avrebbero potuto essere cancellate dal bilancio. ') Per pareggiare l'entrata con l'uscita nel bilancio ordinario che presentava pel 1863 un disavanzo di 275 milioni, il Minghetti intendeva trovare le risorse gradatamente in quat­tro anni mediante larghe riduzioni nelle spese (circa 100 milioni), e consi-
1) In Discorsi parlamentari, ct voi. IH, p. 105.
a) In Discorsi parlamentari, ori., voi. HI, p. 113.
3) Cfir. E. COBBOTO, op. ci*., voi. I, p. 51Q.
*) In Discorsi parlamentari, di., voi. IH, p, 23.
5) In Discorsi parlamentari, cft., voi. Ili, 3p. 108.
6} Scrìve il Bonghi: Il Mughetti avrebbe latto tanto bene, per sé e per tatti, a cre­dere che al principio del 1863 nn piano non ai poteva fare, quanto il Sella, che succedette al Minghetti nello scorcio del 1864, avrebbe tatti} tene a ricordarsi ch'egli stesso, però, aveva ritenuto che verso la fine del 1863 un piano ai poteva fare, e che iu un anno le possibilità di concepirne uno erano progredite assai più ch'egli stesso non si sarebbe potuto immagi­nare (in Storia della Finanza italiana dal 1364 al 1868 cri., pp; 59-60).
7) In op. di., voL I, p. 209.
8) Cfr. anche, B. BONGHI, La vita e i tempi di Valentino Pasini, ere, pp. 906-909.
9) V. Discorsi parlamentari, eit., voh II, p. 87 e sgg.