Rassegna storica del Risorgimento

1861-1876 ; ECONOMIA ; MINGHETTI MARCO ; SELLA QUINTINO
anno <1957>   pagina <304>
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Aldo Berselli
dazi di consumo, e col conguaglio della imposta fondiaria;2) e ritenendo che dopo questi provvedimenti si potesse affermare che per tutta l'Italia ogni ragione di ricchezza, sotto ogni qualità, fosse ormai colpita con unica norma.
La legge sulla ricchezza monile, prima imposta nuova votata dalla Ca­mera, prometteva a mala pena 30 milioni; essa dimostrava come il Minghet-Eì e il Sella, che sulla necessità di questa imposta erano d'accordo, mirassero ad una politica tributaria che in nome di superiori interessi della nazione vo­leva chiamare tutte le classi sociali a fare il loro dovere, dimostrava come le preoccupazioni finanziarie si unissero sta un alto senso dello Stato. *)
Circa l'ordinamento delle imposte sui consumi il disegno di legge pre­sentato dal Minghetti nell'aprile del 1863 riproduceva nella sostanza e in quasi tutte le sue modalità il progetto Sella, con due varianti, che anche in questo caso erano significative di due metodi. H Minghetti allargava la sfera d'im­ponibilità dei Comuni e tenendo conto delle diverse condizioni economiche locali divideva i comuni in classi diverse con una diversa tariffa. *) Circa l'imposta diretta sulla ricchezza fondiaria, essa faceva parte di tutti gli ordi­namenti fiscali degli antichi Stati, ma con misure di prelievo molto difformi. Si poneva dunque la necessità di una perequazione di siffatto aggravio. In­finite furono le discussioni in proposito,5) abbastanza grave il perturba­mento derivato dall'urto di interessi regionali.6) Comunque la proposta grave e audace nel contempo, pur con i suoi difetti, 7) fu approvata, sia pur limitatamente al periodo di quattro anni. *) Tutti questi provvedimenti sacrificarono indubbiamente l'economia, impedirono una adeguata capita­lizzazione e depressero la formazione del reddito privato. Proponendoli, il Minghetti ubbidiva ad inderogabili necessità, ma pagò anche il suo tributo alle idee della Destra piemontese.
Le discussioni sollevate da tutti questi provvedimenti fiscali e il fatto' che essi furono approvati solo nel 1864, le mancate riforme dell'amministra­zione, il mancato aumento del gettito delle nuove imposte, l'aumento delle spese straordinarie oltre le cifre previste, il fatto che il valore dei beni dema­niali e della Cassa ecclesiastica andavano sfumando, misero ben presto in luce che il piano Minghetti era destinato a sicuro naufragio. E mentre si cercava la possibilità per il Tesoro di far fronte sino alla fine del 1864 olle esigenze della
1) Gfr. A. PLEBANO, op. cit., voi, I, p. 135 e sgg.; RICCARDO BALLA VOLTA, H dazio di consumo in Italia, in La informa Sociale, Torino, 1894.
2) Cfr. E. MOBPOBGO, op. cit., p. 46 e sgg.; I. SACHS ,op. cri., p. 313 sgg.
3) Intorno all'imposta sui redditi di ricchezza mobile, sulle sue conseguenze v. 6. ALES­SIO, Saggio sul sistema tributario italiano, Torino, 1887, voi. I, p. 312; v. anche E. MOHPUB.-GP, op. cit., loc. cit.
*) Una disposizione perù del progetto suscitava molta perplessità e molta opposizio­ne: la facoltà accordata ai Comuni di tassare i cereali, imposta che tutti ì governi provvi­sori avevano immediatamente abolito. Sull'ordinamento delle imposte sui consumi v. E. COB-BHS'O, op. cit., voi. I, pp. 226-228; 6. ALESSIO, L'imposta del dazio di consumo in Italia, in Annali di statistica, serie II, voi. XVII; 6. ALESSIO, Saggio sul sistema, cit,, voi. I, p. 42.
5) Gfr. A. PLEBANO, op. cit., voi. I, p. 132, p. 143.
6) Taluni vi videro una sopraffazione del Nord sopra il Sud; cfr. E. CORDINO, op. cit., voi. I, p. 232; CoiutADO DoNvrro, L'economia meridional prima e dopo la guerra, Firenze, 1928, p. 153.
7) Cfr. A. PLEBANO, op. di., voi. I, pp. 144-145.
8) Entro il febbraio del 1867 il ministro delle finanze avrebbe dovuto presentare un nuovo e generale progetto di perequazione.