Rassegna storica del Risorgimento
RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno
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1918
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pagina
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474
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474
A. Sorbetti
sole avrebbero a non troppo giovato, perchè poteva ben supporsi che il Garofolo, il quale dal Riccini stesso era stato fatto esonerare del suo ufficio, nutrì contro il Riccini del rancore : né era sufficiente a togliere questo sospetto raffermare che le memorie erano postume, non scritte cioè allora dal 1846 al 1848, sotto l'impressione degli avvenimenti mutati. ' Fu necessario perciò ricorrere alle testimonianze e ad altre prove.
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Trascorso il tempo posto dal decreto del governo provvisorio e dalle proroghe, e pervenute le domande di cui sopra, si cominciò tosto il processo, o meglio la istruttoria del medesimo, colla presentazione di documenti e colla audizione di testi.
È inutile dire che la prima ad essere udita fu la vedova del Ricci, marchesa Menafbglio, coi suoi ; ma presto si passò ad altri. Ed ebbe non piccola importanza la interrogazione del carcerière Gallotti, che era l'anima bigia del Riccini, lo strumento fido e vile delle sue voglie.
TI marchese Riccini che si era riparato, da qualche tempo, a Venezia, sentì tutta la gravità della incolpazione, anzi delle molte accuse che gli si muovevano, la capitale delle quali era indubbiamente quella di calunnia atroce contro il cav. Giuseppe Ricci ; e per tanto pensò alla difesa.
In Venezia stampò parecchi opuscoli, che diffuse ovunque, specie presso i Modenesi, e che allegò al processo, a suo discarico; il più importante è il primo di tali opuscoli defensionali, dal titolo : * Brevi cenni primordiali di risposta alle Confessioni di Francesco
marte del Garofolo sono in molti lati evidentemente veritiere e costituiscono, una grave requisitoria contro il IUcerni. Ma dalla narrazione e più dai documenti in appendice, specie dalle lettere del Duca al Garofolo, si comprende come esso do* vesso avere un carattere molto difficile, e soprattutto una grande ambiatone ; talché la rottura col Rice ini, altro prepotente, ma fornito di arte più fine e molto più astuto, doveva avveniro, e in essa doveva soccombere il Garofolo.
1 II Garofolo ora stato congedato dal Duca, BU insinuazione del Riccini, con chirografo del 13 dicembre 1832, e gli fu data una pensione di L. 800. È da tener presente che U Garofolo era amico del Oanosa, e questi doveva perciò seguirne le sorti