Rassegna storica del Risorgimento
1861-1876 ; ECONOMIA ; MINGHETTI MARCO ; SELLA QUINTINO
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Aldo Berselli
rassegnato a lasciarmi accusare di uomo che non ha sistema, che non ha ira piano preconcetto, che va così a casaccio, che vive giorno per giorno, cce. Ho preferito sempre affrontare il problema del giorno per giorno , dichiarò alla Camera in quell'occasione, ... Ma... ora mi trovo al muro, io non posso venire crai soltanto con proposte, dirò così della giornata, che sarebbero ancora, e ben più a ragione accusate di ripieghi . S Domandò nuove entrate per 30 milioni da una imposta di fabbricazione dei tessuti (10 milioni) con corrispondente aumento di dazio sull'importazione, da un aumento del dazio sul caffè e sul petrolio (10 milioni), e da un rimaneggiamento delle tasse di registro e di bollo. Accolte queste imposte, egli calcolava in 730 milioni il deficit di tesoreria fino al 1876. 2) Per far fronte a tale deficit propose: di passare il servizio del Tesoro ai quattro grandi istituti di credito (ottenendo così un risparmio di 100 milioni) di accrescere la circolazione cartacea della Banca Nazionale per conto dello Stato (300 milioni in sei anni) la modificazione della convenzione conclusa nel 1870 con la Banca Nazionale sul collocamento delle obbligazioni ecclesiastiche (vantaggio di 100 milioni) vendita delle obbligazioni delle Ferrovie Romane in possesso del Tesoro conversione dei principali debiti redimibili, a cominciare dal prestito nazionale.
I provvedimenti del Sella erano destinati a sollevare dissensi e discussioni. Incertezze apparvero anche nelle file della maggioranza. Avversa tis-sima fu la cessione del servizio del Tesoro alle banche, tanto che la commissione finì per rimandarne l'attuazione; fu approvato l'aumento della circolazione cartacea con la limitazione che dovesse legislativamente determinarsi ogni anno il numero dei biglietti; opposizione infine incontrarono presso la commissione parlamentare le nuove proposte tributarie. In merito alle tasse sugli affari la commissione osservò che esse potevano produrre perturbazioni tali da fermare il progresso naturale dell'imposta e farla risospingere indietro . 3) La tassa sui tessuti si rivelò ad un esame così ingiusta e complicata che il Sella stesso l'abbandonò. È vero che la commissione fece nuove proposte, ma con esse si fu ben lontani dal raggiungere i 30 milioni che il Sella aveva richiesti. È questo un sintomo di notevole importanza, se si considera che la Commissione era presieduta dal Minghetti ed era composta di deputati tutti di Destra. Al Sella incominciava a venir meno l'appoggio della maggioranza.
II Sella allora rivolse il rigore, il coraggio, la tenacia che gli erano propri a vigilare le entrate dell'erario ed a promuovere il regolare e puntuale incasso. Fu il difensore degli interessi della finanza verso i contribuenti morosi e i debitori recalcitranti. Voleva che i contribuenti facessero il loro dovere e prese come guida il motto di Nelson alla battaglia di Trafalgar: L'Inghilterra attende che ognuno faccia il suo dovere 4), oppure l'altro: paghi chi deve , e non paghi chi può . Crebbe così la sua impopolarità; si esasperò lo stato di guerra fra fisco e contribuenti e quindi anche fra lui e i deputati che si fo
li In Discani parlamentari, cil., voi. ITI, p. 345.
2) rj deficit consisteva in 160 milioni per spese di costruzioni ferroviarie, 400 milioni per annullamento debiti rimborsabili, 170 milioni per disavanzi previsti dei bilanci fino al 1876.
3) Gfr. A. PLEBANO, op. Hit, voi. I, p. 395,
4) Una difesa della propria opera il Sella fece in un discorso pronunciato alla Camera dei deputati 1*11 febbraio 1874 (in Discorri parlamentari, cift, voi. V, p. 715).