Rassegna storica del Risorgimento
1861-1876 ; ECONOMIA ; MINGHETTI MARCO ; SELLA QUINTINO
anno
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1957
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pagina
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309
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Accordi <t disaccordi fra Quintino SeUa e Marco Minghetti 309
cero paladini dei contribuenti. La sua opera fu utilissima agli effetti finanziari; dal punto di vista politico aggravò la situazione, aprì nuovi solchi, allargò le fratture. Egli vinceva le sue battaglie, ma la maggioranza andava sempre più indebolendosi.
Inoltre il Parlamento continuava a chiedere e a votare nuove spese. Chiedeva aumenti di stanziamenti per l'armamento dell'esercito e per le opere di fortificazione, votava la spesa di 23 milioni per l'arsenale di Taranto, determinando le dimissioni del ministero,, *) non accettate però dalla Corona; deliberava o metteva innanzi spese per riparo ai danni venati dalle inondazioni, per nuovi computi sulle pensioni, per aumento di stipendio agli ini-, piegati. Sella resisteva, dichiarava che il suo piano finanziario crollava se non gli venivano concesse tutte le maggiori spese erariali, che aveva chiesto fin dal 1871 e ripresentò le proposte di riforma alle tasse di registro e di bollo, di una tassa sui tessuti, dell'avocazione allo Stato dei centesimi sui fabbricati goduti dalle provincie, e del passaggio del servizio di tesoreria alle banche. Di questi provvedimenti chiese immediata discussione. Al Dcpretis e al Minghetti ohe volevano rimandare la discussione all'autunno, egli rispose riaffermando che ogni indugio gli appariva un tradimento degli interessi più gravi del paese. À chi gli obiettava che il peso diveniva insopportabile rispondeva che le tasse sono sempre cosa dura, durissima, fastidiosa; hanno sempre degli effetti economicamente molesti, perniciosi , ma che quando si tratta di necessità della vita bisogna imporle e ottenerle. Concluso affermando che se la Camera non avesse provveduto senza indugio ad aumentare le entrate egli non avrebbe potuto continuare ad essere la bandiera dell'amministrazione finanziaria.3)
Così cadde il Sella, in piedi, tetragono nelle sue idee e nei suoi metodi. Dei voti contrari, sessantasette erano di uomini della Destra. Fra essi era il Minghetti che ne raccolse la successione.
Inaugurò egli una politica finanziaria ed economica nuova ? Sostanzialmente no. Ed allora in che consistevano le divergenze col Sella ? Per quale motivo ne aveva provocato la caduta ? È troppo facile e sostanzialmente inesatto cercare il motivo predominante in una specie di avversione personale, in un conflitto di consorterie. C'è oltre questo motivo, che non vogliamo escludere, altra più profonda spiegazione.
Nell'esposizione finanziaria del 27 novembre del 1873 il Minghetti, facendo la storia degli ultimi avvenimenti, dichiarava di essere sempre stato concorde sulla necessità di accrescere le entrate e conseguire il pareggio, ma di dissentire sui mezzi che il Sella voleva impiegare, e propose provvedimenti che si riassumevano in una serie di disposizioni aventi questo fine: Far fruttare le imposte! ,s) e respingevano la forma costante degli omnibus i quali comprendevano materie disparate fra loro . Era questo il nuovo metodo ! Per quanto concerne, ad esempio, il corso forzoso, il Minghetti dichia-
*) Ricordando questa votazione Sella disse alla Camera: In quel giorno credo di aver provato la sensazione che prova il toro quando riceve la mazzata sulla testa. Allora non potei più fare a meno di dire fra me e me: io non mi intendo più colla Camera; tra me e lei vi è un abisso nel modo di apprezzare la situazione finanziaria del paese (in Discorsi pur-tomemari, cfc, voi. IV, pp. 210-211).
2) Clx. BUcorsi parlanuntari, eh., voj. TV, pp. 212-218.
3) In Discorsi parlamentari, cil., voi. V, p. 385.