Rassegna storica del Risorgimento

1861-1876 ; ECONOMIA ; MINGHETTI MARCO ; SELLA QUINTINO
anno <1957>   pagina <310>
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Aldo Berselli
rava di non credere possibile toglierlo se prima il bilancio non è in equilibrio o molto prossimo a questo stato , 0 ma di ritenere necessario regolarlo. Ed i provvedimenti che egli proponeva a tal fine frenare il complesso delle emissioni di carta moneta e, insieme, rafforzare le altre banche di emissione di fronte alla Banca nazionale indicavano che egli si incamminava per ima via diversa da quella del Sella. In realtà il Mingbetti era animato dal desiderio di agganciare su quei provvedimenti quegli elementi della Sinistra che accennavano a voler creare una nuova Sinistra disposta a far tregua colle questioni politiche per dar aiuto all'attuazione di utili riforme nel cam­po dell'amministrazione e della finanza .2) Infatti egli, con la sua inizia­tiva, come scrive il Carocci, incontrò il favore degli interessi locali ostili alla Banca nazionale e di una parte della Sinistra, quella parte cbe... esprimeva... il malcontento dei produttori e degli affaristi nei confronti del Governo, e che era guidata indirettamente dal Depretis .3) Fu il primo tentativo di trasformismo . *) Tralasciando altre questioni, per la tirannia dello spa­zio, la posizione del Mingbetti è chiaramente espressa in un suo scritto ine­dito nel quale faceva il punto della situazione: Io non escludo la possibilità la necessità forse di accrescere qualche balzello, ma dico che il proposito nostro deve essere di risparmiare al possibile il contribuente... Ripeto che non escludo la proposta di nuovi aggravi necessari: bisogna camminare senza posa verso il pareggio... Però bisogna procedere alla riforma lenta e graduata si dell'ordina­mento giudiziario, sì del sistema amministrativo nel senso di dare maggior qua­lificazione agli affari, e di lasciare il massimo numero possibile alla decisione degli interessi locali... Bisogna trovar modo che provinole e comuni non conti­nuino ad aggravare i contribuenti senza posa, perchè sarebbe mutile che se ne astenesse lo Stato se essi il facessero. Il contribuente, l'individuo è quello cui bisogna pensare dandogli sicurezza, libertà, amministrazione facile e vicina, e ciò con quell'aggravio che gli sia possibile di sopportare . s)
La Sinistra, o meglio quella frazione della Sinistra, non resse, tuttavia, alla prova dei provvedimenti finanziari che il Mingbetti chiese. Su tre di essi si vide, direi, sciogliersi l'appoggio sperato. La proposta di estensione alla Sicilia dei monopoli tabacchi fu approvata con soli cinquattotto voti di mag­gioranza, quella relativa all'avocazione allo Stato dei centesimi sull'imposta dei fabbricati con due, quella relativa alla nullità degli atti non registrati fu respinta per un voto.
D'altra parte, è doveroso riconoscerlo, anche il Minghetti non diede l'avvio ad un'opera di rinnovamento. Alla vigilia delle famose elezioni po­litiche del novembre del 1874 i pesi fiscali permanevano mal distribuiti e male ordinati e perniciosi per l'economia. Il cittadino era sempre sotto l'in­cubo di nuovi balzelli. Persino il Sella, in una lettera al Dina, era costretto a riconoscere che la corda della pazienza per le tasse e relative molestie è
') In Discorsi parlamentari, cil., voi. V, p. 407.
2) Cfr. A. PLEBANO, op. cil., voi. I, p. 421; v. anche S. CIUBHIZZI, Storta parlamen­tare polìtica e diplomatica d'Italia da Novara a Vittorio Veneto, voi. II (1870-1896), Milano Roma Napoli, 1925, p. 46.
3) In Agoitina Depretis e la politica interna italiana dal 1876 al 1887, Torino, 1956, p. 37. *) In A. Guicciou, op. ci/., voi. II, p. 9.
s) BIBLIOTECA DELL'ABCMCINNASIO DI BOLOGNA, Carte Minghetti, Canone . 30, Presidenza dei Consiglio dei Ministri (1873-76), L