Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; INGHILTERRA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1957
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pagina
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312
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L'INGHILTERRA E LA TARIFFA PIEMONTESE
1859-60
È interessante, per chiunque studi i documenti degli anni dal 1859 al 1861. osservare quanta piccola parte ebbero le considerazioni economiche nell'atteggiamento inglese di fronte alla formazione della nazione italiana. Esse appena si fanno notare, sia nel carteggio diplomatico, sia nei dibattiti della Camera. Farlo delle considerazioni economiche che potessero toccare l'Inghilterra. Del benessere economico italiano si parlava molto.
Hudson, il ministro inglese a Torino, vedeva le cose, come si sa bene, press'a poco più da un punto di vista italiano, o forse dovrei chiamarlo piemontese, che inglese. Per esempio, potrebbe essere piuttosto un italiano che un diplomatico straniero a scrivere a Russell, come scrisse Hudson il 13 giugno 1861, a proposito di un prestito francese al governo italiano: Se non otteniamo il prestito, noi non potremo eseguire alcune opere pubbliche. Le nostre ferrovie, sulle quali noi speriamo di costruire la prosperità d'Italia, non possono essere cominciate... noi, mano a mano, scivoleremo nel caos... . l)
Hudson, sia nei dispacci ufficiali, sia nelle lettere private a Russell, non dimostra nessuna preoccupazione per le ripercussioni economiche che sarebbero potute derivare all'Inghilterra dall'unità italiana. E davvero, perchè ne avrebbe dovuto dimostrare, mentre, in Inghilterra, si discuteva sul Risorgimento, sia fra gli amici, sia fra gli avversari, su un piano così idealistico? Era questo un punto di vista, osserviamo, che Cavour era piuttosto lieto di sostenere. Il 24 ottobre 1859 scrisse a Panizzi, esule italiano a Londra e amico di Russell, una lettera che giunse presto al ministro degli Affari Esteri. La frase seguente ne indica il tono: Gli uomini di Stato cioè Russell, Pal-merston ecc. che hanno onorato la loro carriera col compiere l'emancipazione dei neri non vorranno condannare l'Italia ad eterno servaggio . 2)
C'era, tuttavia, la questione della tariffa toscana. Il 7 ottobre 1859 il console inglese a Livorno, Alexander Macbcan, scrisse a Russell: II Monitore Toscano di oggi annuncia che, il dieci corrente, le dogane alle frontiere fra la Toscana e gli altri Stati che aspirano ad essere uniti sotto il governo costi' tuzionale del re Vittorio Emanuele saranno abolite.
Quantunque le intenzioni del governo attuale di Toscana non siano ancora chiarite, si congettura che, colla scomparsa delle dogane, la tariffa piemontese prevarrà qui, e poiché questa è di carattere molto più protezionista di quella toscana, motti sono inquieti per le conseguenze per Livorno. Non conosco abbastanza la tariffa piemontese per informarla delle differenze fra i due sistemi, ma posso dire che sull'articolo cordoncino di cotone , del quale circa 1700 tonnellate sono importate qui ogni anno dalla Gran Bretagna per il consumo
1) Russell Papera, P. R. 0. 30/22/68. *) Ibidem, P. R. 0. 30/22/66.