Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <475>
immagine non disponibile

La rivendicazione di una vittima 475
Garofalo . l In questi scritti egli alzava grossolanamente la voce, come sicuro del fatto suo, anzi minacciando un processo di riversione. Stampò che con irrefragabili documenti alla mano avrebbe iniziata una solenne giudicatura che doveva porre il freno ai suoi persecu­tori, immobilirli nella vergogna e ammutolirli nel rimorso ;a ma poi di tutto questo il Riceini non fece nuUa. Il Riceini stampava inoltre rincarando la dose che l'accusa iniziata contro di lui dalla moglie e dai tigli del cavaliere Ricci formerebbe la mina di essi ; poiché sul loro capo egli farebbe piombare l'accusa di calunniatori .8 Ma-anche stavolta furono parole grosse e nulTaltro. La sua difesa prin­cipale consisteva in questo, che egli era in ogni azione perfettamente coperto e mòsso dalle determinazioni del Duca, di cui non fece altro se non eseguire gli ordini ; e come a fondamenti delle sue afferma­zioni in una sua stampa enumerò una infinità di documenti e di chi-
1 II titolo preciso è questo: Brevi cenni primordiali di risposta del marchese Girolamo miccini al calunnioso libro sotto il titolo Confessioni dì Francesco Garo­falo stampalo in Modena per i tipi di Andrea- Bossi. Venezia, tip. A. Cordella, 1848, pag. l'i), Gii altri Tedili a pag. Mi nota 1.
Da difesa del Bieciui ò quanto mai magra e inabile, soprattutto priva di prove. Egli, che aveva visto tutto o tutto sapeva non potò trovare un atto, un. documento che veramente lo scagionasse : egli ricorre a un modo solo di difesa, come si dira : al l'affermazione che 11 tutto fu ordinato dal Duca, e olio egli anzi cercò sempre di portare la moderazione. Bel Biccini non c'è mai lo scatto di ohi sa ohe il Ricci è colpevole ; egli non ardisce dire se il processo e la condanna fossero o no giusti e legali, crede che fossero polisti, ma il suo appoggio è l'ardine preciso del Duca. Egli no a entrò, a quel che afferma, in nulla. Insomma nega., nega sempre (perfino che'1' imparzialità* fosse Bua moglie), ma senza recare mai una prova. Corto volte il tono si abbassa, dinanzi alla tragedia,, sembra lo prenda lo sgomento : dichiariamo al mondo intero, egli grida disperato, elio noi non fummo por conto alcuno, sia come magistrato, sia come privato, accusatori del Ricci, ne direttamente, né indirettamente ; che noi non entrammo in quella proce* dura nò in quelli esami ; ..che noi infine non abbiamo fatto parte nel giudizio di condanna, nò oravamo fra i componenti quel tribunale * (pagg. 23,24). Deboli parole invero di fronte alle precise affermazioni del Garofalo, o dinanzi a tutti coloro ohe ben conobbero il processo I Del resto alla tremenda requisitoria garo-folia.ua, e alla citazione dinanzi ai tribunali, il Blccjìni era strato preso dallo sgo­mento : egli sapeva I Lo confessa lui stesso nella prefazione, la dove dice che Faccusa eòo" indescrivibile orgasmo abbattè le morali e fisiche nostre potenze da non poterne usare a talento (pag. 3). In questa difesa sta forse la maggior ragione per credere colpevole il Biccini.
"*u3?T. BIANCHI, op. eli, pag. 274
3 U, BIANCHI, op. Oifc, ivi.