Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <476>
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A. Sorbetti
rograù* ducali, dai quali doveva scaturire la prova che ogni azione era dipesa da una volontà superiore alla sua/*
Che però il Rieeini non fosse dentro di sé troppo sicuro, si trae prima di tutto dal tono della risposta al Garofolo, poi dal da fare che si diede affinchè il tutto fosse messo in tacere, e dai ricorsi, non for­tunati invero, che egli fece alla Repubblica di Venezia e a Torino. Val la pena di sostare alquanto sui due documenti perchè, tra l'altro, sono interessanti per intendere a fondo il duplice procedere del Rie­eini e per confermarci il timore che egli, contrariamente a quanto stampava, aveva della grave accusa che gli era stata alzata contro. La supplica che egli indirizzò alla Repubblica di Venezia nel 1848 stesso ci è riportata in un largo sunto e in estratti dal Bianchi. Comincia con un grande elogio della veneta repubblica, governata da uomini retti, dotti e coscienti, * la quale però (e qui era il guaio, perchè il governo veneto aveva aderito tosto alla richiesta del governo provvi­sorio modenese di porre sotto sequestro conservativo i beni dei Rie­eini) era stata essa pure tratta in errore dal Governo di Modena che soggiacendo alle arti della perfidia si èra Mio complice della perfidia altrui. E poi veniva a difendere apertamente il proprio operato. Per questa parte egli asseriva di aver moderatele reazioni, di aver tenuto in riguardo la terribile commissione stataria che fu finalmente sciolta per merito suo; di aver migliorati gli ordinamenti giudiziari, quelli comunali e così via. In sostanza, era stato il più moderno e demo­cratico ministro che fosse mai esistito, amante solo del popolo e della libertà I II peggio poi era quando, per salvare sé, attaccava apertamente il duca Francesco IV, dicendo che quel sovrano avversava ogni no­vità (e questo era vero, ma era falso che le novità stessero a cuore al Ricoini). Più aspro ancora era contro Francesco V (che lo aveva collocato in pensione nel 1846) :8 egli narra che voleva andarsene da lungo tempo, ma non lo fece a preghiera di Francesco IV, dichia­rando però che avrebbe abbandonata ognicura ministeriale, ove quegli
* 35". BIANCHI, op. eii, p. 21A.
TSeìY Aggiunta alle veridiche notizie invece si scagliava oon frasi e argomenti volgari contro il ministro Jacopo Castelli (al quale dedicava la più gran parte del­l'opuscolo); ...ma aveva aspettalo che il ministro fosso cattalo dal potere I
n I/atto col quale Francesco V colloca in pensione il Bicorni (.dal Duca non mai ben visto) è del 15 marzo 1846. È pubblicato dal Bicorni stesso in appendice alia sua risposta al Garofofo (doc. B, pag. 29), per dimostrare il modo onorato col quale UBC! dalla carica di ministro di Buon Governo.