Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; FINANZA
anno <1957>   pagina <331>
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Intorno ai legami del capitale privato con lo Stato 331
zione da parte del mercato industriale, venne lasciata in balìa di se stessa. L'industria e l'agricoltura italiana, anche nelle fasi più recenti del processo di accumolazione capitalistica, si dimostravano incapaci di mantenere in mo­do permanente una propria industria di base . *1 Ed è inutile insistere di più. La storia degli anni successivi, fino ai grandi scandali del periodo gio-littiano, non fa che sottolineare quanto dovette contare sul generale assetto economico del paese e su molti fatti politici questo particolare carattere che ebbe fin dal suo sorgere l'industria pesante in Italia.
6. Uno studio speciale è ancora in gran parte da fare per quanto riguarda i legami che nello stesso periodo erano stretti tra l'alta banca e l'apparato di governo. Esso permetterebbe di notare quanto e come leiatituzioni di cre­dito italiane fossero più collegate di quelle d'altri paesi all'azione dello Stato, attraverso soprattutto la legislazione monetaria, la politica fiscale, l'opera delle banche di emissione. H predominio della Banca Nazionale rispetto an­che alle consorelle autorizzate a stampare cartamoneta, ne faceva il punto chiave del sistema. ancora una volta la ristrettezza dei capitali disponibili rendeva più importante, oltre che l'apporto di denaro estero, l'esplicito e molteplice sostegno delle istituzioni ufficiali.
Le vicende della crisi intorno al 1890 dimostrarono fin troppo bene che non vi sarebbe stata salvezza per i gruppi anche più cospicui, senza tempe­stivi salvataggi. Era stato dapprima il governo, nei tempi facili, a favorire gli investimenti verso certe direzioni, come per esempio verso le grandi im­prese urbanistiche, stimolate dalla legge per Napoli e dalle convenzioni col Comune di Roma. Ed era di nuovo il governo a venire incontro con i prestiti a fondo perduto nei momenti della crisi, come fu per la Tiberina, la Fondia­ria, la Sconti e Sete, allorché crollò d'un tratto la febbre edilizia . Per que­ste grandi istituzioni nulla più che un diritto apparve in fondo quello di chie­dere soccorso allo Stato in tali frangenti. Qualche ricerca che vado condu­cendo al riguardo conferma in modo impressionante una frase del Supino, in cui si afferma del salvataggio della Tiberina potremmo dire lo stesso per gli altri ehe severo deve essere il giudizio da formularsi contro questo atto politico, per il quale una intera nazione veniva a sacrificare del proprio per salvare un semplice privato, che aveva fatto delle cattive speculazioni . 2)
7. Non molto tempo prima dello scoppio della crisi edilizia, si era avuto un altro provvedimento di governo ispirato dalla insistente pressione di al­cuni gruppi, ormai dominanti nell'economia italiana: la tariffa daziaria del 1887. Come non ricordare l'agitazione per anni condotta con petizioni, artì­coli, interventi parlamentari, a favore di un protezionismo che dapprima la commissione diretta dall'EUena volle temperato, e poi governo e Camere re­sero sempre più assoluto ? Ha ragione il Corbino quando osserva che la vit­toria di quella tariffa sembra dovuta a qualche dittatore invisibile, che muo­veva uomini e partiti come se fossero burattini .3) Il dittatore, se non era
*) B. TBENTIN, lezione "VII citata, p. 7.
-) Storia della circolazione cartaceo in Italia dal 1860 al 1928, Milano, 1929, p. 101.
3) Op. cti., p. 218.