Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
anno <1957>   pagina <334>
immagine non disponibile

334 Giuseppe Coniglio
rine mercantili, tornava ad insistere sull'esempio del Piemonte e precisava che e il numero de' bastimenti che annualmente partono da Genova per lon­tane regioni e vi ritornano potrà meglio di tutto convincerci di siffatta ve­rità: coloniali, ogni sorta di droghe, medicine, legname per costruzione e per tinta, cuoi, e te. sono i ricchi carichi che di frequente rientrano nel Mediter­raneo con bandiera sarda, diramandosi ove più facile si presenta loro il de­stro di collocarli .
Gli stessi problemi vennero trattati in un altro dispaccio del 5 febbraio 1849 in cui si riscontrava il proposito espresso dal governo napoletano di migliorare il commercio del Regno con l'America. A tal riguardo il Martu-scelli, rifacendosi ad osservazioni di cui al suo dispaccio precedente, tornava ad insistere su alcune facilitazioni ed incoraggiamenti da accordare alle navi napoletane per incrementare i viaggi in America. Le sue osservazioni ven­nero comunicate al ministero di agricoltura, industria e commercio che espresse fl suo parere al riguardo il 23 giugno 1849. In realtà erano ricono­sciute come fondamentalmente giuste le osservazioni del Martuscelli e si faceva rilevare che il mezzo migliore per favorire il commercio tra il Re­gno ed i paesi d'America sarebbe stato l'istituzione di una rete di consolati da affidare a Napoletani e non a mercanti stranieri, perchè i consolati no­velli che il ben del commercio vuole fondati nelle Americhe non dovrebbero che essere di la o 2a classe che son conferiti a nazionali esclusivamente . In realtà era già nei piani del governo il proposito di accrescerne il numero e nello Stato discusso o Bilancio per il 1849 era prevista l'istituzione di con­solati di 2a classe a Fiume o Zara, Bergen o Elseneur. Proprio tenendo pre­sente la giustezza degli argomenti addotti dal Martuscelli si proponeva che le somme stanziate per l'istituzione di questi consolati fossero destinate alla fondazione di altri nel Messico, nel Perù o nella Nuova Granada, ove si tratterebbe schiuder novelle e fecondissime sorgenti di ricchezza al nostro commercio ed alla marina nazionale .
Questi suggerimenti restarono, però, tali, e nessun consolato venne isti­tuito nell'America centrale. Solo nel 1856 ne fu aperto uno a Buenos Aires ed affidato al sig. Pietro de Angelis.l)
Intanto il 20 febbraio 1849 il Martuscelli tornava ancora alla carica, descrivendo minutamente i vantaggi che avrebbe ricavato il Governo dal­l'acquisto dei tabacchi di monopolio direttamente in America, anziché per tramite di intermediari, in altre piazze europee. Si prevedeva un risparmio minimo oscillante tra il 15 ed il 18 , oltre i vantaggi che avrebbe potuto indirettamente ricavare la marina napoletana, dal trasporto del tabacco acquistato direttamente in America. Ancora il 18 aprile dello stesso anno si notava il buon andamento delle esportazioni del Regno, cui faceva, però, riscontro il modestissimo numero di navi napoletane, solo 6, in rapporto a 77 americane. Le merci esportate erano le solite: agrumi, zolfo, sommaeco, paste, liquerizia, vino, frutta secca, miglio, tutte in costante aumento, tran-
I) Cenni biografici sai De Angelis in B. CROCE, Uno famiglia di patrioti ed altri saggi storici e crìtici, voci d'esuli, Andrea o Pietro do Angelis, 3* ed., Bari, 1919, pp. 101-14; I. WEISS, Voci d'esuli dal Rio della Piata, in Rassegna Storica del Risorgimento, XLZ (1954), pp. 636-38; R. MOSCATI, Gli Archivi di Buenos Aires, la storia italiana e un excursus su. Pietro de Angeli, in Rassegna storica del Risorgimento, XLIV (1957), pp. 118-22.