Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
anno <1957>   pagina <335>
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// commercio del regno delle Due Sicilie 335
ne l'olio che risentiva la concorrenza delle vistose e continue importazioni provenienti da Marsiglia, da Genova e da Livorno. Bisognava favorire l'espor­tazione di sale, permettendone il carico, come zavorra, mentre la seta napo­letana era il più ricco ed abbondante prodotto del nostro Regno ed aveva la preferenza su quella che giungeva dalla Francia, dalla Toscana e dalla Cina. Vero è che tanto ottimistiche osservazioni in un rapporto del 22 apri­le 1849 venivano molto moderate dalle proporzioni tra il volume del com­mercio clic gli Stati Uniti avevano col Regno e quello con gli altri paesi. Ma il pensiero che tormentava il Martnscelli era l'inferiorità della marina napole­tana nei confronti di quella di altri paesi e concludeva il rapporto del 20 feb­braio 1849: lio suggerito quanto le mie deboli cognizioni sapeano ispirarmi sull'oggetto, non mi rimane che a fare de* voti, perchè vegga realizzata la speranza che ho sempre avuta di sentir la nostra marina mercantile cammi­nar uguale con chi non vanta condizioni maggiori per cederle sempre for­zosamente il passo . La stessa osservazione appare nel dispaccio del 22 apri­le 1849. Mentre il commercio dei prodotti del Regno era in continuo incre­mento ed aveva un saldo nettamente attivo, perchè di gran lunga minore era la quantità dei prodotti americani importati a Napoli in rapporto a quel­la esportata dal Regno, la situazione cambiava quando si passava ad osser­vare la nazionalità delle navi che curavano il trasporto delle merci, da cui era costantemente assente la marina napoletana. B Martuscelli non manca di dare, con molto tatto e prudenza, qualche suggerimento sulle facilitazioni da accordare al commercio in genere, osservando che le proporzioni note­voli, addirittura colossali del commercio degli Stati Uniti, questo traffico gigantesco di prodotti, e di articoli manifatturati che si scambiano annualmente con tutti i punti del globo si debbe air ingrandimento di questi Stati, all'aumento giornaliero e progressi/no dell'emigrazione dall'Europa, e soprattutto alle faci­litazioni immense di che gode il commercio in tutta Ut superficie del suo territorio. L'esperienza di parecchi anni mi ha fatto qui osservare e constantemente che il commercio si moltiplica ed arricchisce Verario in proporzione delle agevolazioni che trova ovunque gli si apre una nuova strada facile e scevra di ognHnciampo. Ma non essendo io a portata di apprezzare convenevolmente le leggi che regolano la nostra finanza e senza illudermi sulla perspicacia del mio talento in affari di tale fatta, sarebbe imprudente per parte mia il suggerir Vadozione intera degli stessi principi. Pur con le opportune cautele, quindi, si suggeriva al Governo una maggiore liberalizzazione degli scambi ed è indubbio che ciò avrebbe avuto benefica influenza sull'esportazione di molti prodotti del Regno. Ma il paragone tra gli effetti che si erano ottenuti con tale politica negli Stati Uniti in rapporto alle Due Sicilie non regge-. Il primo era un paese d'immense ri­sorse, con grandi ricchezze da valorizzare, in cui la scoperta delle miniere d'oro della California (1848) richiamerà tra il 1850 ed il 1854 ed intorno al 1870 uomini e mezzi in grande quantità. L'altro era un paese di limitate pos­sibilità, abitato da una popolazione dal tenore di vita molto basso, r) ohe mai avrebbe potuto sia pure nelle condizioni più favorevoli, realizzare un notevole sviluppo in un limitato numero di anni.
1) Sol tenore di vita delle più umili classi della popolazione v. D. DEMARCO, Per la storia ttù'le classi sociali nel regno di Napoli nella prima metà del secolo XIX, in Archivio storico per le provmcie napoletane, LXX (1947-49), pp. 40-61, ma in particolax modo pp. 54-61.