Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
anno <1957>   pagina <336>
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336 Giuseppe Coniglio
La differenza tra la prosperità dei rapporti commerciali e l'assenza dolio navi napoletane è ancora messa in rilievo nel dispaccio del 10 luglio 1849, ove si fa notare che Genova, Livorno, Trieste, Marsiglia, Cadice e Barcel­lona mandano coi loro bastimenti quanto appunto gli Americani stessi vanno a caricare a Messina, Palermo, Catania e Siracusa .
Sarebbe stato necessario eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle navi del Regno al commercio con l'America ed a ciò accennano i dispacci delP8 ottobre 1849 e del 15 gennaio 1850. In quest'ultimo, oltre alle con­suete, vi è una nuova osservazione. Anzitutto, ora che i passati errori han consigliato maggior saviezza a chi sognava felicità e benessere nell'anarchia ed è stato ristabilito l'ordine pubblico, è auspicata la realizzazione dei desi­deri di coloro che traggono dal commercio appunto onorata sussistenza ed adeguato compenso alla loro industria ed a' vistosi capitali che v'impie­gano . li poi ripetuto quanto è stato detto in un dispaccio precedente nei riguardi della marina sarda. Mentre nei porti americani a dieci navi napoletane facevano riscontro più di sessanta americane con destinazione nel Regno, le navi con bandiera Barda erano in rapporto esattamente opposto.
Infine, si decise di ascoltare questi suggerimenti ed il 24 settembre 1850 il ministero degli esteri si rivolgeva al ministero dell'interno che dal 17 no­vembre 1849 aveva incorporato il soppresso ministero dell'agricoltura, in­dustria e commercio, per chiederne il parere. Venne interpellata la Camera consultiva di commercio ed il 20 novembre il ministro dell'interno ne comu­nicava il responso a quello degli esteri. Si dava una spiegazione della scar­sezza delle navi nel commercio transoceanico che era senza dubbio convin­cente. Si affermava, infatti, che questa era dovuta al maggior numero delle navi straniere, alla loro migliore costruzione, perchè rivistiti di rame, e che è più, nella concorrenza pur il ribasso de' noli, che essi fanno, a fronte di quelli che si prendono da' nostri capitani, perchè i primi avendo migliori bastimenti viaggiano con minore ciurma e con spesa minore . L'osserva­zione sarà stata esatta, ma è una confessione che non ci si aspetterebbe dal rappresentante di un paese che negli anni precedenti (1818-24) aveva avuto tra le proprie navi i primi battelli a vapore del Mediterraneo.
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fìon meno importante è la relazione dell'incaricato d'affari in Brasile Gennaro Merolla, del 12 settembre 1848. È una ampia memoria sui rapporti commerciali col Brasile, che ha inizio dal 1832. Dopo aver osservato che, dal 1834 al 1837, durante il suo allontanamento del consolato di Rio de Ja­neiro, perchè affidato ad un console di 3a classe, quindi non napoletano, vi era stata una brusca interruzione, metteva in rilievo il numero progressi­vamente crescente di bastimenti napoletani ohe si erano recati in Brasile: tre nel 1838, sei nel 1839, otto nel 1840. Nel 1842, visto il prospero anda­mento dei rapporti commerciali il console Merolla fu promosso incaricato d'affari.
Alcuni prodotti del Regno afferma il Merolla erano molto venduti in Brasile e considerati di prima necessità, mentre in cambio molte merci brasiliane erano acquistate nelle Due Sicilie. Il favorevole andamento degli