Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
anno <1957>   pagina <337>
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// commercio del regno dette Due Sicilie 337
scambi aveva subito secondo il Morella una brusca interruzione in se­guito all'abolizione del premio del 30 , già stabilito per le navi napoletane e soppresso dopo la stipulazione del trattato commerciale con l'Inghilterra ed alla tassazione secondo la stessa tariffa dello zucchero raffinato e di quello grezzo; peggiorava la situazione la mancanza a Napoli di un deposito di scala franca. Vero è che esisteva un abbuono del 10 per i prodotti brasiliani importati dai bastimenti borbonici, ma si trattava di un'agevolazione insuf­ficiente a vincere la concorrenza degli altri stati europei ed il contrabbando. I quantitativi di coloniali consumati nel Regno erano di poca entità ed era più conveniente approvvigionarsene in altre zone più vicine. Sarebbe stato, infatti, più dispendioso inviare nel Brasile bastimenti a caricare caffè e cuoio, le uniche due merci- di cui si importava a Napoli qualche discreta partita, dopo che i dazi avevano sconsigliato l'acquisto di zucchero non raffinato. D'altra parte, mentre l'invio di grandi partite era ostacolato dall'abolizione del diritto del 30 , il contrabbando restava intatto, anzi subiva un incre-mento. Infatti, era agevole per piccole imbarcazioni caricare quantità di merci di contrabbando a Malta, Genova e Marsiglia, ed introdurlo clande­stinamente nel Regno, evitando così il pagamento dei fortissimi dazi. Per ovviare a quest'inconveniente sarebbe stato opportuno proporzionare i di­siti doganali al valore effettivo delle merci.
Il traffico tra il regno delle Due Sicilie ed il Brasile mostrava, però, già prima del 1845, una certa tendenza alla diminuzione. Nel 1840 *) erano giun­te a Rio de Janeiro otto navi napoletane di 2143 torni, complessive, con vino, olio, sale e merci varie in minore quantità. Nel 1841 le navi erano undici, per tomi. 3098, dieci a Rio de Janeiro ed una a Bahia, sempre con carichi uguali ai precedenti. Nel 1842, però, se ne ebbero solo sei, di cui cinque a Rio de Janeiro ed una a Pernambuco, con tonn. 2094. Nel 1843 furono quattor­dici navi, dieci a Rio de Janeiro, due a Bahia, due a Pernambuco, per tonn. 4398. Nel 1844 furono sette navi, di cui cinque a Rio de Janeiro, e due a Bahia, il tonnellaggio di sei era 1795, per una mancano i dati. Nel 1845 si ebbero dodici navi; dieci a Rio de Janeiro, una a Pernambuco, per tonn. 3463, per una manca qualsiasi dato. Nel 1846 le navi furono undici, di cui dieci a Rio de Janeiro ed una a Bahia con tonn. 3212 e nel 1847 navi quattro tutte a Rio de Janeiro, con tonn. 1307. Il carico era sempre composto degli stessi tipi di merci e cioè si esportavano in Brasile prevalentemente vino, olio e sale, si importavano caffè, zucchero e cuoio.
Dal novembre 1846 erano sensibilmente diminuite e nel periodo seguente, fino ad agosto 1848 ne erano giunte cinque, di cui quattro erano state cari­cate in Inghilterra ed una a Marsiglia. Nel novembre 1846 era giunta a Rio una imbarcazione direttamente dal Regno, proveniente da Palermo, vuota, e precedentemente, nel grugno 1846 un'altra, carica, però, di vini di Milazzo. A qualche carico di sale, o ad un poco di vino di Milazzo, si limita l'espor­tazione del Regno delle Due Sicilie da 26 mesi a questa parte, importata da bastimenti esteri nel Brasile , commenta il Merolla.
1) ARCHIVIO ni STATO DI NAPOLI, Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, fa­scio 512, Stato della navigazione nazionale nei porti del Brasile dal 1 gennaio 1840 al 31 dicembre 1847.