Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
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1957
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338
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338 Giuseppe Coniglia
Durante il periodo rivoluzionario si ebbero alcuni arem di navi battenti bandiera degl'insorti. ')
Il 27 dicembre 1848 giungeva a Rio de Janeiro la nave siciliana Luigia Carolina, proveniente da Palermo, battente bandiera rivoluzionaria. La nave apparteneva al palermitano Chiaromonte Bordonaro; il carico era costituito in prevalenza da sale, vino e zolfo.
Naturalmente l'arrivo della nave suscitò le proteste del diplomatico borbonico che, però, si trovò davanti ad una strana situazione. L'imbarca zione aveva i documenti di bordo regolarmente vistati dal console brasiliano in Palermo. Si presentava pertanto un problema giuridicodiplomatico estremamente delicato, perchè il Governo brasiliano non aveva affatto riconosciuto il Governo provvisorio siciliano, ma col suo visto aveva implicitamente garantito lo sbarco delle merci in Brasile e quindi veniva ad essere responsabile di ogni eventuale perdita o danno al carico. Per tale motivo il Merolla ritenne savia misura non ostacolarne lo scarico. Ma egli aveva inoltrato regolare protesta ed ottenne la soddisfazione che fosse ordinato alla nave di ammainare la bandiera rivoluzionaria. Intanto il capitano Giuseppe Luna si era rivolto ad altri consolati per ottenere i visti, d'ingresso in vari porti dell'America meridionale. Ma una delusione molto grave lo attendeva, perchè tutti i consoli delle repubbliche di lingua spagnola rifiutarono e lo stesso console inglese che, in un primo tempo aveva aderito, assicurando con aria d'importanza, che da un momento all'altro sarebbe arrivata la notizia dell'indipendenza della Sicilia , il giorno dopo aveva dovuto restituire i documenti senza il visto, probabilmente in seguito ad istruzioni del titolare della legazione inglese. Ciò provocò una crisi nel capitano che si recò alla legazione borbonica, dicendosi pentito e chiedendo di sostituire documenti e bandiera. A ciò aderì di buon grado il Merolla, ma i rivoluzionari sardi che, secondo quanto scrive il diplomatico borbonico, vivevano in buon numero a Bio de Janeiro, minacciarono il capitano di denunziarlo al governo rivoluzionario, per fare esercitare rappresaglie a carico dei suoi familiari. Ciò rese molto timoroso il Luna, che venne ad un compromesso col Merolla. Stabilirono, quindi, di attendere gli eventi e cioè che S. M. entrasse il più presto possibile vittorioso in Palermo , per mutare documenti e bandiera; per il momento il capitano non ne avrebbe issata alcuna e non avrebbe avuto fastidi dal rappresentante borbonico. Il patto fu rispettato scrupolosamente da entrambe le parti.
Nello stesso dicembre il caso si ripeteva a Pernambuco. Il 13 febbraio 1849 si comunicava a Napoli che altre tre imbarcazioni di cui due dello stesso proprietario della Luigia Carolina vi erano giunte, battendo la bandiera dei rivoluzionari siciliani. Erano VAntonietta, col capitano Giuseppe Ballo, venuta da Trapani in sessanta giorni con carico di sale ed agli; la Gabriella, col capitano Antonio Bologna, proveniente pure da Trapani, ma dopo settanta giorni di navigazione, con Baie, e la Rigenerazione di proprietà del barone Riso, col capitano Paolo Inzerillo, giunta da Trapani in sessanta giorni,
1) I rapporti del Merolla al riguardo sono in ARCHIVIO DI STASO ni NAF-OW Estari, fascio 179; sulle relazioni col Brasila P. SCABANO, Rapporti politici, economici e sociali tra Regno delle Due Sicilie ed il Brasile (1815-1860), in Archivio storico per le provincia napoletane, LXXV (1957), pp. 289-314.