Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BRASILE ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; ECONOMIA ; ST
anno <1957>   pagina <340>
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340 Giuseppe Coniglio
consoli napoletani. Sul riconoscimento lo stesso MeroUa aveva già in prece­denza ripetutamente insistito tanto in vista dello spaccio interessantissimo per il nostro commercio e della navigazione di lungo corso, che questi stati offrono, che per la protezione dei sudditi di S. M. il Re che sono andati a far fortuna in queste diverse contrade . Mentre precedentemente vi erano seri motivi di carattere politico che sconsigliavano di intrattenere regolari rap­porti diplomatici con questi paesi, tutte queste considerazioni non potevano avete ormai alcun peso, dopo che la stessa Spagna ne aveva ufficialmente riconosciuto l'indipendenza* Tra gli Stati da riconoscere occupava un posto di particolare rilievo la Repubblica Argentina. Ivi la popolazione napole­tana è di un numero elevato, e gli affari dei quali essa si occupa, non sono insignificanti, dippiù essa è vista di buonissimo occhio dalle autorità, e dal governo di Rosas, per la sua buona e pacifica condotta serbata in mezzo ai torbidi di questi ultimi due anni nella Piata . Colonie di cittadini napole­tani, egualmente attive e laboriose, si venivano formando anche nei princi­pali centri della costa del Pacifico. Particolarmente forti erano, quindi, gli interessi napoletani in Argentina, mentre era possibile ottenere dalle auto­rità agevolazioni di carattere commerciale, specie nel momento insisteva il Merolla che gli Inglesi ed i Francesi sono odiati non solamente dai po­poli, ma dalle autorità, non sarebbe questa una bella occasione per ottenere protezione, favori e privilegi, per il nostro commercio diretto ? Io non dubito che colla riconoscenza si potrebbe dalle buone disposizioni del generale Rosas, ed a dispetto dell'Inghilterra e della Francia, ottenere la stipula di un trattato sopra condizioni le più favorevoli.
L'11 luglio 1849 il ministero degli esteri accusava ricevuta del rapporto e, prova di interessamento, lo trasmetteva per competenza al ministero di agricoltura, industria e commercio, mentre chiedeva il listino dei prezzi cor­renti a Buenos Aires. Il ministro d'agricoltura, industria e commercio il 30 luglio 1849 riconosceva in pieno la fondatezza delle osservazioni del di­plomatico napoletano e le metteva in relazione con quelle del Martuscelli da New York e faceva presente come avesse già ripetutamente insistito pres­so il titolare del dicastero delle finanze per l'istituzione della scala franca. Accoglieva anche il suggerimento di aprire nuovi consolati nelle repubbliche sudamericane ed insisteva perchè i consolati eventualmente istituiti fossero affidati a Napoletani, consoli di carriera, non a negozianti locali, consoli ono­rari, molto spesso poco solleciti degli interessi che, pure, avrebbero dovuto tutelare.
Ma non fu presa alcuna decisione dei genere. La scala franca restò nei voti di chi ne proponeva l'istituzione. Il consolato di Buenos Aires fu isti­tuito solo nel 1856 e restò isolato; nessun provvedimento fu preso per rea­lizzare le proposte del Martuscelli e del Merolla che, d'altra parte, non avreb­bero potuto portare a realizzazioni di sorta a motivo delle condizioni generali dell'economia napoletana.
GIUSEPPE CONIGLIO