Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERAMO
anno <1957>   pagina <342>
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O'isirf
Guido de Lucia
tali, mancanza originata dallo sminuzzamento dei beni fondiari. (La divisio­ne delle quote dei terreni demaniali, arrestatasi nel 1814, fu ripresa nel 1831 in modo COBÌ alacre che nel 1834 in 58 su 73 comuni, la loro posizione era stata regolarizzata).1) Un altro motivo, che è connesso al primo, è l'impossibilità di ottenere prestiti senza ricorrere agli usurai. Della urgente necessità di ave­re degli istituti bancari si fecero calorosi interpreti i deputati abruzzesi M. Castagna, L. Dragonettà e particolarmente V. Comi, il quale riassumeva le sue idee nel Progetto di decreto sullo stabilimento delle Casse Ipotecarie Na­zionali nelle provincie del Regno Unito delle Due Sicilie, presentato al Parla­ménto costituzionale nella seduta del 21 dicembre 1820. Queste casse ipote­carie dovevano riunire il triplice vantaggio dello Sconto, del Pegno e delle sovvenzioni in tutti i pubblici e privati bisogni . 2' Vi è poi il problema del­la mancanza di uniformità nei pesi e misure; quasi ogni paese ha il suo si­stema ed anche dopo la legge del 1840, che regola la materia, si continua nell'uso antico. Diverse volte il Consiglio provinciale insiste prima per la re­golarizzazione e poi per una maggior vigilanza in materia.3) Infine l'ultimo ostacolo è dato dalla mancanza di strade e di ponti. Questo argomento sarà la preoccupazione costante di tutti gli nomini preposti all'amministrazione della provincia. Infatti possiamo dire che non vi sia seduta di Consiglio comunale o provinciale, o della Società economica, in cui non venga esposto l'arduo pro­blema, e le richieste sono così frequenti (a partire dal 1814 fin dopo l'unifi­cazione) e sempre più insistenti da giungere alla monotonia. Qualche cosa stava per essere fatta sotto il Murat, ma con la sua caduta tutto venne inter­rotto e nella provincia, che pure aveva contribuito con somme rilevanti, non giunse mai alcuna strada (la consolare, che partiva da Napoli e doveva giun­gere nelle Marche, fu interrotta a venticinque chilometri da Chieti). 4) Tut­tavia in questo primo periodo si gettano le basi della prosperità successiva, in quanto fin d'ora agiscono notevolmente due importanti fattori per il mi­glioramento della provincia: 1) La Società economica; 2) Il Consiglio pro­vinciale. La Società economica, importantissima istituzione, venne fondata il 12 ottobre 1788 come Accademia agronomica da Nicola Codronchi ed ebbe come primo presidente G-. F. Delfico. 5) L'anno successivo fu mutata in So­cietà patriottica e diffusa nelle altre provincie del Regno. 6) Nello stesso
!) B. PALAMOLLA, Diacono pronunciato nell'apertura del Consiglio Provinciale, Tera­mo, Tip. Morsili, 1834. Sarà necessario accertare l'entità degli ex beni fendali e la loro di­stribuzione nella provincia. E qui gioveranno i Catasti Ondati, dei quali ora si è riconosciuta tutta l'importanza. Recentemente quelli del Comune di Teramo sono stati depositati presso il locale archivio di Stato.
2) G-. PANNELLA. V. Comi e le sue opere, Napoli, Tip. A. Morano, 1886, p. 136.
3) G. CEBULM-TRELLI, Sul commercio della provincia di Teramo, in Monografia della pro­vincia di Teramo, 3 voli., Teramo, Tip. G. Fabbri, 1893, voi. Ili, p. 466.
*) Atti del Contìglio Provinciale, 4 voli, manoscritti 1831-1860, Archivio di Stato di Te­ramo; G. CRUCINOLA, La viabilità della provincia di Teramo, in Monografia cit., voi. Ili, *,143.
*) G. PANNEIAA, L'/ib. QuartapeUe e la coltura in Teramo, Napoli, A. Morano, 1887, p. 123; E. PBNNETTA, La Real Società economica nel Risorgimento saletuino, in Archivio sto­rico per le provincie napoletane, voi. XXXII, 1950-51, pp. 195-207; R. MOSCATI, il infosso-giorno nel Risorgimento italiano, in Questioni del Risorgimento, a cura di E.. ROTA, Milano, Tip. Mar/orali, 1951, p. 280.
6) Decreto Reale del 10 gennaio 1789.