Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERAMO
anno <1957>   pagina <344>
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Guido de Lucia
gaziouc, e, dove non possono giungere le limitate finanze provinciali, ai esor­tano i privati ad intervenire come è stato fatto per l'arginamento dei fiumi. In questo primo periodo la Società posdede diversi attrezzi agricoli, ohe, ol­tre ad essere osati nell'orto agrario, vengono dati in prestito agli agricoltori e servono anche per le lezioni di agronomia, che sono tenute generalmente dal segretario perpetuo nei locali del Rea! Collegio. Sempre a cura della So­cietà si è cercato di organizzare la pesca nell'Adriatico, incoraggiando la co­struzione di paranze e baragozzi . Fin dal 1803, poi, compila un bollettino di osservazioni meteorologiche ed è incaricata della formazione delle stati­stiche. In breve le attività svolte dalla Società economica potrebbero essere paragonate grosso modo a quelle che oggi svolgono l'Ispettorato agrario e la Camera d'industria e commercio unite insieme. Il Consiglio Provinciale svolge la sua azione all'unisono con la prima, facendo in modo che i prodotti esuberanti possano spostarsi il più rapidamente possibile nell'ambito della provincia in un primo tempo, ed in seguito dai luoghi di produzione ai cen­tri di raccolta per l'esportazione (Teramo, Giulianova e Penne saranno in­fatti fornite di magazzini espressamente adibiti a tale uso). E, quindi, quasi tutti gli sforzi sono diretti alla creazione di strade, tanto che nel 1860 la pro­vincia ne avrà oltre 249 chilometri.
Ho volutamente riserbato per ultimo l'argomento dell'industria, data la particolarità ed oserei dire, l'eccezionalità della cosa. Mentre la situazione generale della provincia non è delle migliori, si avviano delle industrie, alcu­ne delle quali rimarranno fin dopo l'unificazione, ed altre continuano tut-toggi a svolgere la loro opera. Iniziatore ne è Y. Comi e la sua molteplice at­tività è degna di essere attentamente esaminata. Nel 1793 egli è il primo in tutto il regno delle Due Sicilie ad impiantare una fabbrica di cremore di tar­taro che sorge in Teramo, e la quantità e la perfetta qualità della produzione gli fanno ottenere l'esenzione della dogana sia nell'importazione del tartaro grezzo, sia nell'esportazione del prodotto lavorato. *) Nel 1802, quando non potevano giungere con facilità le materie tannanti per l'industria dei cuoi, impianta ima conceria, usando la scorza di quercia, e producendo alla per­fezione la vacchetta di Russia, fino ad allora creduta di impossibile imitazio­ne. Nel 1804 estende la sua attività a Grottamare, nelle vicine Marche, ot­tenendo da quel governo la privativa per la fabbricazione di cremore di tar­taro per le provinole di Fermo e Macerata. Nel 1809 a Giulianova una fab­brica di liquirizia, e nello stesso anno, in Teramo, una di potassa purificata; ed ambedue le estenderà nelle Marche. Dal 1810 al 1812 è segretario perpe­tuo della Società d'agricoltura dalla quale si dimetterà per i suoi impegni industriali. I suoi prodotti vengono largamente esportati nel Pireo, Costan­tinopoli, Trieste ed Inghilterra. Nel 1824 invia a Napoli un forte quantita­tivo di cremore di tartaro, che viene poi esportato a Londra dal socio barone Camillo de Febei. In data 12 giugno 1822, essendo già scaduta la privativa del cremore, che aveva ottenuto nel 1793, la riottiene per i tre Abruzzi dai fratelli Migliorati di Napoli. Il Palmella dice che, intorno al 1827, introduce nuovo metodo e nuova perfezione nell'uso del tannino .2) Ho trovato
*) G. PANNELLA, V. Comi ci/., p. 97; cfr. acche Giornale Letterario di Napoli, volume XXXVI, p. 35 e voi. LXVI noto (o) p. 71. 2) G. PANNEILA, óp, di., p. 158.