Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; TERAMO
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1957
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Guido de Lucia
gaziouc, e, dove non possono giungere le limitate finanze provinciali, ai esortano i privati ad intervenire come è stato fatto per l'arginamento dei fiumi. In questo primo periodo la Società posdede diversi attrezzi agricoli, ohe, oltre ad essere osati nell'orto agrario, vengono dati in prestito agli agricoltori e servono anche per le lezioni di agronomia, che sono tenute generalmente dal segretario perpetuo nei locali del Rea! Collegio. Sempre a cura della Società si è cercato di organizzare la pesca nell'Adriatico, incoraggiando la costruzione di paranze e baragozzi . Fin dal 1803, poi, compila un bollettino di osservazioni meteorologiche ed è incaricata della formazione delle statistiche. In breve le attività svolte dalla Società economica potrebbero essere paragonate grosso modo a quelle che oggi svolgono l'Ispettorato agrario e la Camera d'industria e commercio unite insieme. Il Consiglio Provinciale svolge la sua azione all'unisono con la prima, facendo in modo che i prodotti esuberanti possano spostarsi il più rapidamente possibile nell'ambito della provincia in un primo tempo, ed in seguito dai luoghi di produzione ai centri di raccolta per l'esportazione (Teramo, Giulianova e Penne saranno infatti fornite di magazzini espressamente adibiti a tale uso). E, quindi, quasi tutti gli sforzi sono diretti alla creazione di strade, tanto che nel 1860 la provincia ne avrà oltre 249 chilometri.
Ho volutamente riserbato per ultimo l'argomento dell'industria, data la particolarità ed oserei dire, l'eccezionalità della cosa. Mentre la situazione generale della provincia non è delle migliori, si avviano delle industrie, alcune delle quali rimarranno fin dopo l'unificazione, ed altre continuano tut-toggi a svolgere la loro opera. Iniziatore ne è Y. Comi e la sua molteplice attività è degna di essere attentamente esaminata. Nel 1793 egli è il primo in tutto il regno delle Due Sicilie ad impiantare una fabbrica di cremore di tartaro che sorge in Teramo, e la quantità e la perfetta qualità della produzione gli fanno ottenere l'esenzione della dogana sia nell'importazione del tartaro grezzo, sia nell'esportazione del prodotto lavorato. *) Nel 1802, quando non potevano giungere con facilità le materie tannanti per l'industria dei cuoi, impianta ima conceria, usando la scorza di quercia, e producendo alla perfezione la vacchetta di Russia, fino ad allora creduta di impossibile imitazione. Nel 1804 estende la sua attività a Grottamare, nelle vicine Marche, ottenendo da quel governo la privativa per la fabbricazione di cremore di tartaro per le provinole di Fermo e Macerata. Nel 1809 a Giulianova una fabbrica di liquirizia, e nello stesso anno, in Teramo, una di potassa purificata; ed ambedue le estenderà nelle Marche. Dal 1810 al 1812 è segretario perpetuo della Società d'agricoltura dalla quale si dimetterà per i suoi impegni industriali. I suoi prodotti vengono largamente esportati nel Pireo, Costantinopoli, Trieste ed Inghilterra. Nel 1824 invia a Napoli un forte quantitativo di cremore di tartaro, che viene poi esportato a Londra dal socio barone Camillo de Febei. In data 12 giugno 1822, essendo già scaduta la privativa del cremore, che aveva ottenuto nel 1793, la riottiene per i tre Abruzzi dai fratelli Migliorati di Napoli. Il Palmella dice che, intorno al 1827, introduce nuovo metodo e nuova perfezione nell'uso del tannino .2) Ho trovato
*) G. PANNELLA, V. Comi ci/., p. 97; cfr. acche Giornale Letterario di Napoli, volume XXXVI, p. 35 e voi. LXVI noto (o) p. 71. 2) G. PANNEILA, óp, di., p. 158.