Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <478>
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A. Sorbetti
contro coloro che egli chiama i suoi calunniatori . ' Era il consiglio più naturale e più onesto, ma era appunto quello che egli non desi­derava.
Certo che saggia era stata, come già notammo, la deliberazione presa dal governo provvisorio di non nominare per la revisione dei processo Ricci, e per le altre accuse mosse contro il Riecini, una commissione straordinaria, ma di affidare il tutto ai tribunali ordinari, ai quali na­turalmente anche il Riocini avrebbe potuto adire per una controque­rela, oltre che per la difesa del suo nome e di ogni suo diritto. E de-vesi invero a questa sapiente impostazione del processo, se esso potè o meglio dovette essere continuato anche dopo ohe i rivolgimenti po­litici furono così mutali.fl
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Era da poco iniziata la procedura della causa ed erari si appena cominciate le audizioni dei testimoni, dopo l'interrogazione delle parti, che il governo provvisorio cessò dalle sue funzioni, e tornò il duca Francesco V. Il Duca rientrò in Modena il 10 agosto,. e bisogna con­venirlo, si mostrò ben diverso il suo dal ritorno che fece Francesco IV dopo il febbraio 1831 ! Non importa se le molte promesse di carattere politico e sociale fatte da principio da Francesco V vennero poi più tardi dimenticale o abbandonate; è certo che chi volle uscire, potè, e vere persecuzioni contro i liberali non se ne fecero.
Per il nuovo avvenimento, nonostante che si fosse scagliato contro il Duca, come sopra accennammo (ma Francesco V non vide mai quelle sue dichiarazioni), il Riecini respirò. Sentì ormai giunto il momento per avere vittoria sopra i suoi accusatori, per riottenere i suoi beni, e per nudrire la speranza di un abbandono definitivo del processo. Egli stesso fece tosto pervenire al sovrano la domanda di liberazione
* Ivi. La risposta del Gxufcrdasigllli da Torino è in data del 17 loglio 18485 od è di pièna approvazione per l'operato del Bauli, ohe si era rifiutato di accedere alle preghiere del Riecini.
Ita, ragiono per la quale il Riecini fa costretto a rivolgersi al governo pio. montone ci è spiegata dalla Aggiunta aMe veridiche no/Me, a pag. 36.
a È noto come, appena tornato, Francesco V levasse il sequestro sui beni mo­denesi del Riecini; il sequestro sui boni del Veneto fu levalo con decreto del Go­verno provvisorio di Venezia del 21 agosto 1848, pubblicato il 28 di quel mese. Vedasi il tenore del medesimo nell'Appendice alle veridiche notizie, pag. 37.