Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERAMO
anno <1957>   pagina <346>
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346 Guido de Lucia
me borbonico.l) Questo parassitismo potrebbe esaere vero, se le varie atti­vità fossero limitate al campo provinciale o tutto al più a quello del Regno, ma, come brevemente si vedrà, il commercio supera i conimi e si estende e ai propaga sempre più al di fuori.
Nel 1833, ad esempio, soltanto il commercio marittimo presenta le se­guenti cifre: vengono esportati, da bastimenti di Giulianova, olio, grano, granone, semi di lino, vino, liquirizia, cremore di tartaro, maioliche 3) e pelli per un valore di 85.319 ducati verso i porti di Ancona, Senigaglia, Ve­nezia e Trieste. Inoltre altri bastimenti del Regno e dello Stato pontificio, caricano sempre a Giulianova, altri generi per un totale di circa 20.000 tomo­li, ebe vengono portati a Messina, Castellamare di Si. a Ina. Livorno, Genova, Ancona, Ferrara e Venezia. Sempre nello stesso anno i legni addetti alla pe­sca, al cabotaggio e al commercio con l'estero sono dodici e nel 1845 tren-tasei. Non bo potuto rinvenire l'ammontare delle esportazioni per via di terra (i sette posti doganali della provincia per gli anni 1837-38 ebbero un introito di 59.847 ducati).
Agricoltura. Dal 1830 aumentano i terreni coltivabili con il prosciuga­mento delle zone paludose. La coltura dell'ulivo, ohe nel passato era trascu­rata, si diffonde sempre più, fino ad aversi raccolti abbondanti, superiori di molto al fabbisogno. Vengono diffuse varie qualità di gelsi dalla Società economica e da privati, come G. De Vincenzi e il conte De FilippisDelfi­co, 3) e se ne estendono le piantagioni facendo occupare in tal modo al com­mercio serico un notevole posto. Di quasi tutti i cereali si raccoglie sempre in quantità superiore alle necessità locali, ed anche la cultura della patata si estende notevolmente. Aumenta il patrimonio zootecnico e le razze sono notevolmente migliorate, particolarmente con l'importazione di vacche sviz­zere e di merinos. Si regola lo sviluppo delle irrigazioni.*) Tra la Società economica e la provincia si stabilisce quasi una gara di proposte al Governo. Fin dal 1834 il Consiglio provinciale chiede la soppressione delle decime sa­cramentali, da sostituirsi con le congrue. 5) La Società economica presenta, attraverso il suo presidente G. De Filippis-Delfico, una memoria SulVim-portanza di una storia generale dell'industria e del commercio degli Italiani, nella quale si auspica la libertà dei traffici e l'abbattimento delle dogane tra tutti gli Stati italiani, i quali debbono unirsi a guisa delle Città anseati­che, per sostenere... l'avanzamento in tutto ebe concerne manifatture com­merci italiani... .6) Nel 1847 alla Società economica vengono presentate trentadue tra memorie e proposte, alcune delle quali sono di particolare ri­lievo come quelle sui concimi, banche di risparmio, asili infantili, necessità dell'educazione dei contadini, istituzione di un orto sperimentale in ogni
2-) Anche in questo campo il Comi fu di guida impiantando prima del 1799 una di­stilleria di alcool in Teramo. Cfr. G. PAKNISLLA, op. eh., p. 160.
2) Archivio di Stalo di Teramo, Fondo Intendenza, Pacchi Società economica. Carte diverse, Anno 1834. Cfr. Aui del Consiglio provinciale, s. a.
3) Archivio di Stato di Teramo, Fondo Intendenza, Pacco Società economica, 18391854.
4) Archivio di Stato di Teramo, Vernali Provincia, voi. V, sedata del 5 maggio 1843,
5) Archivio di Stato di Teramo, Verbali Provincia, voi. IV, seduta del 5 maggio 1836. 61 Fn pubblicata per intero nella rivista // Gran Sosto d'Italia, aprile 1845, pp. 97-120,
e negli Aui dell'Accademia dei Georgqfili, n. 37 probabilmente stesso anno.