Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TERAMO
anno <1957>   pagina <349>
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Saggio sullo stato economico della provincia di Teramo 349
ne di nuovo strade acquistano ora questi prodotti da posti più vicini. Quasi identica nello spirito la relazione del presidente Gaspare Monti, il quale di­chiara apertamente la decadenza della Società economica che è stata posta per opera del ministero responsabile, nella impossibilità di portare alcun gio­vamento all'economia provinciale. Soltanto alcuni rami di cosiffatte eco­nomie che per solerzia e la dovizia dei capitali di que' che si fecero a promuo­verli sono in tal corso di prosperità da accennare ad un progresso duraturo come: l'industria serica, della fabbricazione della carta, della paglia per uso di cappelli, della ceramica, della cera, del tartaro puro, dell'estratto di liqui­rizia e dei cuoiami.
In conclusione, quando si giunse all'unificazione, l'economia agricola della provincia era già rimasta immobilizzata su quelle posizioni alle quali l'avevano innalzata mezzo secolo di lavoro e di sacrifici di tanti uomini. Quin­di mi sembra eccessiva l'affermazione che l'unità dell'Italia abbia nociuto alle attività della provincia; in effetti quelle, e sono le più, che per la loro so­lidità avrebbero potuto inserirsi immediatamente nel più ampio e nuovo oriz­zonte, proseguono migliorando sulla loro via; altre, che erano meno solide perone ai primi passi, sono rimaste paralizzate.
Soltanto allo scadere del secolo e all'inizio del nuovo la situazione pre­cipiterà come fu significativamente osservato: Noi qui soffriamo di un do­loroso arresto di sviluppo economico e sociale, tanto più doloroso e triste in quanto attorno a noi la vita, in tutte le sue manifestazioni, si va svolgendo con alacrità sempre più intensa . *?)
GUIDO DE LUCIA
1) P. CEHUiXl-lBEfcta, La via delia rinascenza, in Rivista Abruzzese, anno 1902, fasci­colo V, p. 266; Da contraltare per le opere citate il Dmonario bibliografico della Genio d'Abrtmo di RAFFAELE Atranu, Teramo, Tip. Ars et Labor, 1952.