Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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pagina
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351
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Spunti dì riforma economico-sociale 351
sposso attinti ad un pia ampio manoscritto inedito del 1849; l) ed erano già tutti apparsi (pur senza alcun indizio di suscitato interesse) sul Vaglio o suVAvvisatore mercantile, o anche altrove per incidenza; tutti durante quello sconsolato ed opaco primo biennio del reintegrato dominio austriaco.
Nell'accostamento dei predetti dedicatari già si contiene e s'illustra gran parte della figura del conte veneto Fortunato Sceriman (che tale è il nome del nostro riformatore), pollone di un già potente casato armeno-persiano della Giaffa, trasmigrato in Venezia per persecuzioni religiose e politiche dalla fine del secolo XVli, 2> e crai resosi ricco di pubbliche benemerenze, illustrando di nomi onorati i suoi domestici annali.3) Ma l'accostamento che si diceva non è già da considerarsi, nel nostro scrittore, come basso o banale indizio di un suo mutare destinazione ai pensieri secondo l'avvicendarsi delle fortune. Significa in lui una singolare disposizione a mettere al di sopra della politica, delle parti in conflitto, della stessa patria, un proprio maturato si-
J ) Se ne fa allusione in varie premesse ai cit. Artìcoli, o per altri riferimenti; cfr. a pp. 14, 25, 27, 89, 121, 127, 128 e 131; spesso richiamandosene come ad un anonimo manoscritto del 1849 , con desunzioni di suoi brani numerati. E nella primavera del 1852, esordendo ad un altro suo gruppo di articoli BUW Avvisatore Mercantilo (a. V, n. 27, 3 apr. 1852, a p. 79), l'autore scriveva: Non volendo un antico impiegato dello Stato veder scorrere affatto inutili gli ozii a' quali vedeasi condannato dai casi del 1848 e 1849, andava egli gettando sulle carte le osservazioni delle quali nelle lunghe, coscienziose e multiformi sue pubbliche occupazioni avea fatto tesoro; e vi aggiungeva di seguito quelle che dalle novelle condizioni riceveano incessante motivo .
2) Sì protrasse a lungo l'ondeggiamento nell'uso delle forme onomastiche Sceriman (err. Scerìmann) e Seriman: non esclusi il Cicogna ed altri scrittori recenti. Parimenti nei documenti officiali relativi al nostro Fortunato. Tra i manoscritti Cicogna del Museo Correr di Venezia si serba un autografo dello stesso nostro economista con Brevi memorie della famiglia Sceriman, ed altri documenti attraenti: tra cui un Risultato del processo per la verificazione de* requisiti alla nobiltà veneta nella famiglia delti Conti fratelli Sceriman [Cod. Cic. 3403 ( = 3428), fz. IX: Sceriman ]. E v. anche nel Cod. Cic. 3317 (= 985), n. 7, dopo la p. 147: Sull'orìgine della famìglia Sceriman e alcuni suoi individui. Il Cicogna non ha mancato di servirsi (con tributo d'apprezzamento) di qualche dato fornitogli dal nostro scrittore; come nelle cor* rezioni e giunte del voi. VI delle sue Iscrizioni Veneziane, a pp. 811 e 854. Altrove egli menziona oggetti d'arte o manoscritti pregevoli che si conservavano nel palazzo Sceriman ai Gesuiti. (Per il successivo lascito benefico di Giambattista, che si connette con un aspetto del nostro argomento, cfr. nella seg. n. 1 a p. 363).
3) Meriterebbe in altra sede qualche ragguaglio, anche a meglio illustrare talune inclinazioni di tradizione domestica del nostro Fortunato. [Cfr. nel suo opuscolo Sullo ristaurazione economica del 1856 (cit. nella seg. p. 366, n. 4), a pp. 35-36, n. 17; e dal SOBANZO, in Bibliografia Veneziana, 1885, p. 529, nn. 6636-6639, ed altrove dall'ind.]. Ma a eòo gioverebbe anche un altro manoscritto storicogenealogico di casa Sceriman: quello di Basilio Sceriman, ragguardevole governatore di Provincie pontificie. Il nostro Fortunato ebbe a pubblicare egli stesso, nei medesimi ozi del 1849 (Tip. Naratovich, in soli 100 esemplari) dei brevi Cenni biografici intorno al generale co. Paolo Sceriman, di cui non sarà qui inutile rammentare che fu cavaliere dell'ordine di Maria Teresa e ciambellano alla Corte di'Vienna. Lo zio Emmanuele era morto ambasciatore di Persia a Pietroburgo; l'abate Zaccaria, fratello di Paolo, è letterato ben noto del Settecento veneziano: soprattutto annoverato tra i migliori romanzieri satirico-morali dell'età sua per i Viaggi di Enrico Wanton. Stefano Domenico fu vescovo di Chioggia molto magnifico; e in una latina orazione funebre che gli recitò il decano di quel capitolo, Antonio Manzoni (Palavii, 1806), si decantano taluni fasti dì questa nobilissima religiosissima familia ..., in Persia darissima ; insignita di gran tituln ed honorificentiasi-mae appellai ione* (pi 11). Nel 1850 Fortunato, rifacendosi sul Vaglio alle rosmxniane Pio the della Chiesa, propugnerà l'abolizione di assurdi lussi ed oneri episcopali, in nome della pubblica economia e di una religiosità più sociale (cfr. Articoli, cit. a pp. 115-116).