Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno <1957>   pagina <352>
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3S2 Giorgio E Fertari
stema dì auspicatissime correzioni nell'amministrazione della cosa pubblica, in vista d'un rinnovamento di date situazioni economiche e sociali. Dovun­que egli palesa d'aver riflettuto, soppesato e sofferto quelle situazioni, per profonda passione, attraverso le quotidiane esperienze del proprio ufficio. Le sue denuncio ed ogni suggerito rimedio tengono appunto a manifestare il pratico senno che procede dai diretti contatti del funzionario con la realtà; né infatti sogliono oltrepassarne il tono burocratico e il mentale livello. Pur s'affaccia a tratti nelle pagine dello Scerimau qualche cosa che non si può trascurare. Vi vibra una ferma confidenza nei propri additamenti di pro­gresso sociale, e per l'affrancamento delle classi operaie mercé l'associazione delle loro fatiche; vi si insinuano tra uggiosi retaggi paternalistici os­servazioni o proposte decisamente avanzate su taluni soggetti economici allo­ra più dibattuti.
Interessa, come caratteristico indizio d'un modo e tempo d'evoluzione nel conservatorismo veneto, quel manifestarsi di cosi assidua vena promo­trice di rinnovamenti nelle cose economiche e sociali, zampillata in una te­nace struttura mentale di burocrate: sostanzialmente, soggetto, o fautore, dell'assolutismo politico, o del riformismo operato per via di autocratiche provvidenze. Sia pure: pallidi voti e monchi auspici quelli dello Scerimau, se veduti e abbracciati, nel loro complesso, dai nostri occhi d'oltre un secolo dopo. E per giunta destinati alla trascuranza ed oblio all'atto stesso della loro pubblicazione. Mancava oltre a tutto allo scrittore, pur a tratti accalorato e pungente, la virtù di attrarre durevolmente l'attenzione dei migliori e di suscitarne i commenti. Inoltre, quanto alla materia trattata, richieste ed appelli ed allarmi perdevano di rilievo per la scialba attrattiva della figura del promotore, al di qua della scienza, al di là della patria. Chi attarda il passo là ove trascorre il vivo della storia, invano s'affretta ai suoi margini per giungere al segno. Inquietudini evolutive, dunque, rattrappite nei caratteristici limiti (del resto non alieni come risaputo agli stessi eroi dell'epopea rivoluzionaria) del legalitarismo moderato e del conservato­rismo civile.
La carriera del commissario distrettuale di Ceneda si trovò ad un tempo interrotta e salvaguardata, al bando del Governo rivoluzionario, magari per estrinseche circostanze (non tutte biasimevoli né prive d'onore) inerenti alle responsabilità del pubblico ufficiale nell'ora del rivolgimento. Lasciando tra­pelare sentimenti piuttosto di avvilita mortificazione che di acre ostilità, il commissario ridotto all'ozio si rifugia nel suo manoscritto. In esso con­fluiscono tutte le idee di riforma esperite nel suo passato, e confermate da un presente invano per lui fatto libero. I frutti non saranno maggiori di quanto s'è detto. Ma tuttavia piace di additarli: tanto più essendoci riuscito sinora impossibile di trovarli, non già esaminati, ma neppure menzionati da alcuno con la correttezza che riveli un diretto sguardo all'oggetto.l) Basterà
U Solo gli Articoli del 1853, ad e., vengono registrati nel Catalogo generalo della Libre­ria italiana del PACLIAINJ, ... 1847-1899, voi. À-D (Milano, 1901), a p. 91/11, e di là altro­ve, come raccolti da F. G., Venezia, Mileai, 1852,... 2 fascicoli ; nessuno dei quali dati cor­risponde olla realtà degli esemplari sopra descritti. Lo stesso Sccriman non cita mai te-btualnieutc il titolo dei suoi Difètti dd Reggano austriaco', e ne accresce la dizione in ... vi­gente nei paesi veneti nell'anno 1848, ecc. : come a p. 19 degli Articoli* e altrove.