Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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354
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Giorgio E* Ferrari
di libertà, '' che esso poteva per certi capi servire dì appendice alla scrittura 8 Gonnajo di Daniele Manin, prodotta alla Congregazione Centrale di Venezia .2)
Lo spazio non consento di insistere con citazioni e deduzioni intorno all'esatta attitudine politica del nostro personaggio, ciò che pur gioverebbe a meglio intendere i limiti della sua bella vocazione d'economista e sociologo, emergente dai capi seguenti. Egli è un legalitario*8) egli è un aristocratico aborrente la politica degl'improvvisati e le esplosioni del democraticismo di piazza;4) ordine e giustizia sono i vocaboli che meglio gli stanno sulla penna in luogo di <c libertà . Gli sfugge appena, in sede prefa-toria ai Difetti del Regglme austrìaco (p. 7), un gioire d'un'esistenza libera ed indipendente , che dà un breve lampo tra le grigie altre pagine. Ma, ahimè, chi ben legga, non Io vede detto per altro, che per prospettare uno dei
1) Cfr. ancora nella Premessa ai Difetti, pp. 5, 6 (... desiderio di consacrare alla patria qualche momento d'un ozio per me doloroso : ... mi dava animo ad Ingannare l'involontaria mia inoperosità ... ; ... lontano da' pochi miei libri ), ecc. E saranno dallo Sce-riman rievocati più innanzi, ancora con amarezza, quegli ozii a' quali vedeasi condannato dai casi del 1848 e 1849 ... (Avvisatore Mercantile, a. V, n. 27, 3 apr. 1852, a p. 79). -Non sembra dunque aver avuto luogo per lui il disposto della circolare del 24 marzo (n. 7) del Comitato Provvisorio di liberazione della città e del distretto di Ceneda (membri A. Gra-ziani, A. Fiorentini, F. Rossi, D. Francesconi, G. B. Vimena, P. Péstazzi e G. Scgatti): ohe cioè e non avesse ... a succedere (in alcun ufficio) veruna innovazione, ma proseguir debba il consueto andamento degli affari che gli appartengono ... . Arch. St. di VEN.: Governo Provvisorio 1848-1849, Provincie Venete; bu. 834 ( Treviso ... ), inserto Ceneda 1848 . È facile arguire ohe la locale reputazione politica del nostro riformatore nelle cose economico-sociali era quella che doveva meritarsi un commissario censuario fedele all'Austria.
2) Nella già trascritta nota a p. 81 dei Difètti.
3) La sua cautela legittimistica ai esprime sin dalla dichiarazione impressa a tergo del frontespizio dei Difetti: ove dell'autore si dice che da molte pagine risulta il di lui essere e condizione, nonché i politici dì lui principi . E a p. 19 degli Articoli (per un es.), lo Sce-riman si riferisce al suo memoriale del 21 aprile 1848, invocante delle riforme nell'istruzione pubblica, come indirizzato all'allora Governo di fatto , mostrando di astenersi bene dal riconoscere legalità effettiva ad un reggimento di mera elezione popolare. Ed infatti, anche esortando il Governo del Manin (nel successivo memoriale del 12 maggio) a meglio impossessarsi del potere sovrano, rispetto alla fresca insubordinazione delle provincic, soggiungeva che quel potere gli apparteneva, se non per legalità di diritto, per forza di circostanze (Difetti, p. 97). Ala le sue migliori attinenze (o speranze) verso la positività austriaca, piuttosto che verso i soqquadri liberali, si palesano dal 27 articolo della raccolta (pp. 158-167; dall' Avvisatore Mercantile, a. Ili (1850), nn. 19 e 21, a pp. 55 e 61-62): il quale ha funzione di compendio di quant'nltro sino allora auspicato. Quel confidare e rivolgersi ancora, perle riforme, alfa Austriaco governo, fedele manutentore ed interprete di un'augusta parola , diviene peraltro quasi tollerabile, ove lo illustri la passione del contesto: che non è mai l'Austria per l'Austria, ma in quanto ritenuta (per dirotto di critica profonda alle molle del sistema) possibile agente di più qualificate e solide riforme per il benessere dei meno abbienti. La diffidenza per le rivoluzioni è in Ini nn sentimento preponderante: Veruna rivoluzione, per moderata che sia esclama a proposito d'un interesse economico, qual'è lo questione dei privilegi industriali può dispensarsi dallo scipito corredo di alquante sciocchezze (Artìcoli, p. 200).
*) Sembra ripugnargli la stessa democrazia. In tanta esaltazione degli animi e novità improvvisa , la contrapposiziono meglio gradita allo Sceriman è quella da lui accentuata tra la veneta asseunatezzà e 1' incomposto tumultuar delle musso (cfr. nel Vaglio, a. XV (1851), n. 25, a p. 197 [= Articoli cit., p. 200]). Di so dice, non senza un'ombra di dignitevole posa, allo sóle tommaseiano (ch'ò tipica dell'escili so): e non miro a farmi strada all'aura del popolo (Memoria 12 giugno 1848 al Governo: Difetti ..., p. 97. Ma soprattutto sono da vedersi, nel IV di quella memoria, a pp. 101103, talune sue ingenue proposte per trattenere quel popolo, por amato, a pubblica disciplina).