Rassegna storica del Risorgimento
RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno
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1918
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pagina
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479
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La rwQndicamoue di una vìttima 479
dei beni sequestratigli; e Ti Duca accolse tosto la preghiera del Rie-cini, ed emanò questo chirografo:
Al Ministero di Grazia e Giustizia, Che farà conoscere al conte Riccini, che siccome sono da noi considerai per nulli tutti gli atti dei Governi rivoluzionari che-si successero nei nostri Stati dal 21 marzo al 6 agosto, cosi lo sono quelli del processo e sequestro di cui entro. Quindi non potrà essere .che dietro nuova istanza del suddetto conte che il processo potrà incominciarsi di nuovo, e quanto ai beni, essi debbono considerarsi per liberi da ogni sequestro dal 6 agosto in poi.
14 settembre 1848.
FRANCESCO .t
Per il momento parve che il Riccini avesse avuto un completo trionfo: aveva ottenuta la piena disponibilità dei suoi beni ed erano stati annullati tutti gli atti dell'odiato governo provvisorio, in ispecie l'iniziato processo. Ma il Duca stesso dovette comprendere dai rumori che erano in città, dai discorsi che dappertutto si tenevano, che il suo era stato un nuovo atto di ingiustizia contro la vedova Menafoglio e i di lei figliuoli; per i quali si attendeva una sentenza dai tribunali ordinari, che finalmente portasse la tranquillità nelle coscienze. Tali voci dovettero essere alte e insistenti perchè dopò un paio di anni il processo fu riaperto. Ma lo strano si è che il processo fu riaperto per richiesta dello stesso marchese Riccini. Ciò era in dipendenza del chirografo ducale il quale appunto disponeva che il processo non poteva riaprirsi se non per domanda del Riccini; quantunque possa parere strano che il Riccini stesso facesse una tal domanda, dal momento che aveva tutto l'interesse a far tacere ogni cosa.
Noi crediamo pertanto, e in questa opinione sembrano consentire altri, che la riapertura del processo accadesse per volere del Duca atesso, alla scopo di allontanare il sospetto che il governo ducale non volesse fare giustizia a chi con tanta insistenza la invocava, e che perciò, per rientrare nelle forme legali, dato il precedente chirografo, costringesse il Riccini a fare la domanda relativa.
L'istanza del Riccini è del 26 luglio 1850; e il processo fu tosto riaperto. Ma con limitazioni e cautele. Leggesi infatti nella Raccolta dei documenti del governo austro-estense che un ordine del Ministero di Grazia e Giustizia in data 13 agosto 1860 ordinava per disposizione sovrana di trasmettere immediatamente ai Ministro di Buon Governo
i B chirografo lift a n. 1098.3?u pubblicato noi Documenti risgnardanti, ecc.,
n, p. ni, pag. 109.