Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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pagina
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355
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Sputiti di riforma economico-sociale 355
comi possibili del dilemma nell'ancora incerto orizzonte politico; come da un. estraneo a quelle sorti, privo d'auspici e d'amore; da un mero dirigente di pubblici servizi, cui la condizione attuale delle cose... non si lascia scorgere ancora .
Esprime lo Sceriman in sé tutta l'impronta del funzionario che sfa, mentre il politico 'avvicenda. Egli propugna appassionatamente quel ohe conosce essere amministrativamente buono, aspettando in politica che venga quel che ha da venire,J) non senza trattenere in cuore la propensione per le soluzioni legali, ponderate e tranquille. Il suo universale ed il suo necessario sono il miglior essere economico, sociale e amministrativo di tutti i ceti del consorzio civile; le idealità politiche sembrano essergli il particolare ed il contingente , se non il mero strumentale a quei fini. Difficile imbattersi, tra tanto gnomico concettizzare delle prose quarantottesche, in uno scrittore pia concreto del nostro Sceriman; piò assolutamente privo di generalità ideologiche. Ad un faceto della nostra generazione verrebbe alla bocca (se qui non si trattasse di figure dignitose, e di propositi tanto più nobili e seri) la definizione di qualunquista del Quarantotto .
Da un tale complesso di sue attitudini deriva la sua nessuna fortuna, la sua quasi incapacità di muovere interessi e di suscitare attenzione, di rendere le sue proposte ed idee oggetto di qualche discussione effettiva. E si spiega anche come quel funzionario che aveva pur profittato del tempo di libertà veneziana per scrivere competentemente di tanti radicali Difetti del Reggane austrìaco, non abbia ottenuto alcuna simpatia né ascolto da parte degli artefici del suo rovesciamento, e viceversa non abbia-incontrato alcuna obbiezione o rivalsa, anzi buona grazia e ripristino, dopo il ritorno dell'Austria. Né certo per virtù delle, sole dignità e tradizioni del suo casato ai servigi della monarchia asburgica; ma per l'evidente fedeltà dell'apprezzato funzionario distrettuale alla sostanza politica del sistema.
Ma perchè il commissario Sceriman tanto interloquisce e s'indirizza ai Governi, con le proposte dei suoi memoriali ? Perchè, dopo i suoi rapporti mensili d'ufficio in provincia, sotto il Governo austriaco della seconda dominazione, egli non cessa di insinuare presso la dibattuta Consulta della nuova Repubblica una memoria sulle istantanee modificazioni occorrenti nelle attribuzioni dei Commissariati distrettuali ; e quindi di assoggettare
1 ) Cfr. p. es. da p. 54 dei Difetti (... attendono la loco impronta da quella costituzione politica eotto cui lo Stato dovrà camminare ... ). Per lo Sceriman quello che soprattutto conta sembra essere l'attinenza fra il governo qualsiasi (anche a lui meno gradito), e l'avvento dei rimedi contro i più deplorati difetti. Tenuto in disparte, gli basto riscontrare che le sue idee non erano tutte strane ne discordanti dalla condizione del giorno (Difetti, p. 5); e sottolineare che i vizi così sia tematicamente contestati all'Austria rimanevano, in tempo di liberta veneziana, pressoché tutti ancoro esistenti . (Cfr. anche più oltre, a p. 8 dei Difetti, e altrove). L'apoliticismo del nostro riformatore nelle cose sociali, economiche ed amministrative si trasfonde bene nella ejfe Premessa : Sia poi che la presente raccolto non avesse ad esser maneggiata che da nomini li liberali principi, sia che dovesse venire alle mani di persone seguaci d'altro sistema, ho lusinga che e quelli e queste saprebbero apprezzare la lealtà che vi campeggia, e per la quale la mia denatura non si svoglie sotto le impressioni d'uno spirito di partito ... (p. 6). Spirito nazionale e indipendenza dall'Austria non sono per lo Sceriman (del resto buonissimo veneziano) un movimento di patria, ma delle caratteristiche di partito. Ed è da questa impcegiudicatezza politica, a noi imperdonabile nella sfera del sacro biennio della rivolta liberale, ch'egli osa attendersi i generali condensi.