Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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pagina
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361
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Spunti di riforma economico-sociale 361
che nell'inattitudine all'azione sociale ... {Difetti, p. 29). Parole che, nella vivacità del loro piglio polemico, possono sorprendere come modernissime ed attuali.
Non bisogna dimenticare che le condizioni generali del contadino vene" to, tra la Rivoluzione e l'indomani del suo fallimento, erano in sostanza quelle da cui trae esordio il Brognoligo per il suo pregevole quadro della Cultura Veneta nel secolo decimonono. ') Lo Sceriman, dopo aver riportato in un articolo del 1850 quanto pubblicato Panno innanzi, nei Difetti, intorno alle mercedi giornaliere ... de' campagnoli , fa seguire un III, ove vibra* no le parole: Sono pronto a sostenere contro chiunque che la paga che si dà al villico operajo, tanto se lo si adoperi in lavori erariali o comunali, quanto se lo si impieghi alla campagna, sta al dissotto dell'onesto... (Articoli, p. 69). Pubblico o privato che fosse, governo o municipio o padrone, il datore di lavoro del bracciante agricolo era da denunciarsi per ingiusto e insociale. L'economista obbiettivo, in verità, non manca di riconoscere che, sotto la sospinta dei tempi, la condizione dei villici non siasi da sei lustri in qua migliorata di gran momento . Ma ciò si veniva producendo con una così esasperante lentezza e guardinga misura, che la situazione restava quella: tanta miseria v'ha ancora fra i campi, e tanta distanza fra i bisogni dei villici ed i loro mezzi, che la giustizia ... dei possidenti e l'influenza governativa tengono tuttavia un'ampia sfera in cui esercitarsi (ivi, p. 70).
Si può passare anche qui a un argomento trattato dallo Sceriman con monografica attenzione, e perciò anche con più organica scrittura: quello deWenfiteusi. 2) Grande sostenitore di tale forma d'intesa tra proprietà agraria e lavoro agricolo, egli confuta distesamente le sei principali obbiezioni che sogliono esserle mosse. Ed è altresì significativo per noi, a precisare ancor meglio i caratteri del nostro riformista conservatore (ribadendone i limiti), udirlo menzionare per la prima volta i socialisti proprio a questo proposito. Lo Sceriman deplora appassionatamente che un assiduo lavoratore di campi possa essere staccato da quella scena e arena dell'opera sua (per lo più unico e sudato mezzo del suo sostentamento), da ogni capriccio del proprietario (Articoli, p. 75). Egli, anzi, toto corde aderisce alla felice espressione di chi notava che l'esistente ordine di cose ha posto un fatale divorzio tra l'uomo e la terra: per cui in generale chi la possiede non la coltiva, e chi vorrebbe e potrebbe coltivarla non la possiede (ivi). Ma l'auspicio della riforma agraria ha nel nostro conservatore (ed in quelli di tutti i tempi) un suo presupposto invalicabile nella reverenza per il posseduto. In-
1 ) Giù cit. nella preced. p. 358, n. 1. Quando scriveva lo Sccrinian, per il contadino veneto, che la sua povera vita morale e intellettuale derivava tutta dal clero, nella quasi totalità devoto all'Austria, e che nel lungo servizio militare imparava essere il mondo dominato da un solo Dìo, da un solo papa e da un solo imperatore , le atesse naturali ed economiche calamità che ai accanivano contro al proprio raccolto e contro alla propria salute, erano fatto credere flagelli coi quali Dio castigava le rivoluzione contro la legittima autorità politica consacrata dalla religione (nel voi. XIX (1921) della Critica, pp. 34-35).
-) Sulle Enfiteusi, ecc.; nel Vaglio, a. XV, nn. 7-0 (15 e 22 febbr. e 1 marzo 1851), pp. 49-52, 58-60 e 65-68 [= n. 16 della raccolta di Articoli, pp. 74 Bgg.]. E cfr. ancora nel-l'opusc. Bulla Risiuuraxione economica (art. 34, p. 26), ove sì patrocinano per i contadini, se proprio non ai possa adire all'enfiteusi, almeno lunghe affittanze .