Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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pagina
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363
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Spunti di riforma economico-sociale 363
altresì in armonia alle note tradizioni filantropiche del fino casato. *) Ma è evidentissimo ohe non si ha più in lui la logora figura del mero filantropo cittadino, del benefattore di pubblica carità, crucilo che dona o le sue superflue o le sue postume ricchezze all'asilo degli orfani, ovvero all'ospedale dei vecchi e ne ricava la lapide riconoscente. La sua vena bencficenziaria è bensì fervente, e la sua fiducia nell'efficacia d'una generosa carità pubblica è ancora gagliarda. Ma in lui c'è questo di nuovo: che ne 11 'elargì*lo alla povertà popolare egli vede piuttosto il dovere sociale non pretermesso, che l'acquisita benemerenza, sia essa terrena o celeste. Più. ancora, c'è quest'altro di nuovo in lui: che tutto gli vien proiettato ben oltre alla mera moralità, umani tarietà o religiosità; poiché egli è già in grado di porre in faccia alla Beneficenza, con tutto il suo realistico pondo, lo stesso problema economicosociale del pauperismo. E, sopra ad ogni altra cosa, il suo chiaro concetto (che appena ora è nostro comune) che la carità pubblica o privata debba aiutare il povero al lavoro, non già dissaadernelo. ... Il peggior modo di far la elemosina è il farla in denaro, essendo questo ordinariamente alimentatore del vizio e del dolce far niente {Articoli, p. 23).
Del pari sociali, o di vigile connessione sociale, le sollecitudini per cui gli accade di discorrere anche delle cose della religione e del culto: soggetti che dovremmo meglio chiamare, in rapporto alla natura dei suoi fondamentali interessi, del costume ecclesiastico od attinenti allo stato della religiosità popolare. Tra gli immediati antecedenti di quello spirito religioso nel Veneto (durante la terza dominazione austriaca), di cui il Briguglio ha testé dato sui documenti della fortuna del Renan così pregevole illustrazione, 2) sembra da non doversi del tutto negligere né il documento del Capo XV dei Difetti (pp. 66-73),3) né quello, di rosminiano accidente, offerto dall'articolo dello Sceriman sulle Piaghe della Chiesa. 4) I suoi postulati si possono cosi riassumere: (I) Che v'ha convenienza, politica e sociale, nel rispettare delicatamente la fede religiosa del popolo, che nulla è più atto a disaffezionare le masse dello sturbar le credenze (Difetti, p. 66); (II) Che vanno ri-
1) Appena necessario rammentare (per un esempio benefico di quegli stessi anni) che l'Istituto Manin, ai Gesuiti deve in Venezia la sua nobile sede ai lascito di Giambattista Sceriman: cfr. Dichiarazioni di ultima volontà di Giambattista de* Conti Sceriman, Vicepresidente della Commissione generalo di Pubblica Beneficenza in Venezia, mancato o* vivi in Venezia nel giorno 13 gennaio 1854 (Venezia, Tip. Merlo, 1854). E appunto alla riforma di quell'lsti-tuto di rieducazione minorile è dedicato un largo tratto (Pt. Ili, B, pp. 32-45) della testé citata memoria del nostro Fortunato mWAmministrazione della pubblica beneficenza.
2) I. BWCL'GJLIO, LO spirito religioso nel Veneto durante la terza dominazione austriaca {Fortuna di Ernesto Renan), nella Rassegna storica del Risorgimento, a. XLII (1955), n. 1, pp. 22-49. [Per opportune connessioni, cfr. anche dello stesso autore: Origini e finalità del movimento cattolico a Venezia (1860-1888), in Quaderni, a. IH (1954), n. 6/7, pp, 422-443]. Il Capo XV dei Difetti scerimaniani sembra poter bene attestare varie situazioni di quel disagio religioso (o meglio di politica ecclesiastica) che si era venato determinando fra i clericali veneti e il Governo austriaco; e che non riuscirà facilmente a sanare neppure il Concordato dell'agosto 1855 tra Pio IX.*:l'Imperatore (cfr. il BBICUCLIO, art. ciL, pp. 23-25).
S) Per uni) più piena intelligenza e consapevoli] inquadramento di tale capitolo dello Sceriman, dedicato ai difettinel Culto sotto il Regganeaustriaco, elV la Pt. Il ( L'Amministrazione ecclesiastica ) nell'opera di A. SANDONÀ, Il Regno Lombardo Veneto (1814-1859-): la Costituzione e l'Amministrazione, Milano, 1912, pp. 123140.
*) Nei nn. 38 e 39 delTa. XIV del Vaglio (21 e 28 sett. 1850). pp. 29.8-299 o 305-306. Riprod. come art. n, 19 nella silloge degli Articoli, pp. 112-121.