Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; VENETO ; SCERIMAN FORTUNATO
anno
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1957
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pagina
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364
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364 Giorgio E, Ferrari
formati, ad ovviare gravi turbamenti economici che si riflettono nella cosa pubblica, i vigenti costumi (divenuti obblighi) del lusso ecclesiastico, nonché il sistema tributario imposto per le nomine episcopali, ecc. (Articoli) pp. 112-sgg.); (HI) Che l'insegnamento religioso da parte del clero, e le frequenze del culto, debbono emendarsi, nel senso di istillare nel credente una maggiore lealtà di coscienza, e di indirizzarlo ad una religiosità che si esprima nella pratica vita morale e sociale (Articoli, pp. 7, 10; ecc.). Autentica vena di Cattolicisnio liberale si direbbe (se non nostalgia di un teismo da primo Ottocento) nel pensiero religioso del nostro austrofilo commissario. Del quale non sarà senza significato ricordare un giovanilissimo <c opuscolo ragionato sulla necessità della Religione:1) giusto di quarant'anui prima, quando lo Sceriman muoveva i primi passi della sua carriera sotto l' Italico governo , e ne aspirava taluni modi razionalistici, con ideali di più libera coscienza civile. In esso, ridotta la religione a un semplice principio di venerazione , egli proponeva la grande sintesi ed abbraccio di reciproca tolleranza tra tutti i più diversi opinanti , cristiani e materialisti: per la grande illusione d'una universalissima religiosità naturale, civile e sociale, mercè la forza del mero argomento teistico, perseguito con la e soda e penetrabile riflessione (p. XV). Tutti i partiti sarebbero così combinati concludeva il giovanetto Sceriman se questo genere di tolleranza potesse pur combinarsi con la gelosia della Religione Cattolica ... .
Ma la sua visione economico-sociale è sempre vigile, anche trattando d'altri argomenti. Se tenta di fissare i suoi punti in ordine alla legislazione e giustizia,-) la parola gli s'accende quand'abbia a toccare delle disumane condizioni delle carceri foresi, o a patrocinare provvidenze per un lavoro redentore dei detenuti (Articoli, pp. 124131); o quando debba associarsi, nel diritto penale, all'avviso di quanti voglion soppresso quell'orrendo eccesso dell'umana legale vendetta ch'è nella pena di morte (Difetti, p. 34). Se appende il suo modesto quadretto sulle cose dell'industria e commercio,3) il suo realismo economico, che già si riflette nello scritto suiprivilegi industriali (Articoli, pp. 200-203), si disposa alla sensibilità sociale là dove scrive scacciando da sé ogni sprovveduto moralismo più arcigno: Noi non siamo già nemici dichiarati del lusso, da cui tanta anima ricevendo il commercio e l'industria, cotante vite traggono sussistenza... (Articoli, p. 136).
Persino se, in un capitolo sugli Oggetti araldici, il conte Sceriman avanza obbiezioni circa i danni ch'egli presume procedere dall'abolizione dei titoli nobiliari, il riguardo all'uso economico e sociale da trarsi anche da quelle secolari e care illusioni anima tuttavia il suo discorso. ... Tolgasi dunque ... alla nobiltà egli dice quelli tra i suoi vantaggi che non si estinsero ancora, e rientrerà essa nella piena eguaglianza di diritti e di doveri verso la Patria e gli altri cittadini ... . Ma l' esterno splendore del titolo potrà
1) È necessaria la Religione ?/ Opuscolo ragionalo / di / FORTUNATO TAOKO ScBMMAN.// Venezia, 1809./ Presso Gio: Antonio Curii qu. Vito./ A spose dell'Autore. (Opuse. di pp. 15) [es. della BibL Marc di YEN., sega. Mise D. 5592].
2) Cfr. Difetti, Capo Vili (pp. 34-39); Articoli, nn. 21-22 (pp. 124-131); eoe.
3) Cfr. più espressamente il Capo V (pp. 28-31) dei Difetti, e il V della memoria al Governo Manin (ivi, pp. 103-106); ma anche altrove.