Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
anno <1957>   pagina <372>
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Renato Giusti
Stati europei e già facevano conoscenza della questione sociale e delle agita­zioni operaie, di questo stato di cose soffriva in particolare la provincia man­tovana che, eminentemente agricola, forniva scarsi sintomi non di rinnova­mento economico ma di produzione industriale al di là dei limiti dell'arti­gianato locale. È da dire poi che la scarsezza di capitali (connessa alla ri­strettezza del mercato) che si faceva sentire per l'agricoltura, era una forte ragione dei lenti progressi dell'industria lombarda '* nelle stesse provinole più industriali.
La situazione delle arti e industrie nella provincia prima del 1848, pro­spettata secondo le statistiche del Preti, segretario della Camera di commer­cio, 2) conferma la mancanza di un'attività industriale propriamente detta: e se non mancano fabbriche la cui produzione è largamente esportata (fab­briche di carni insaccate, con. esportazione annuale di circa trecento quintali di salami e prosciutti; e di paste di frumento) si può concludere chela pro­duzione è pressoché totalmente rivolta al mercato interno ed al consumo lo­cale. Vi sono circa trecento mulini (tra fissi e natanti), due stabilimenti per la panizzazioue, e infine fabbriche di generi alimentari, oli, acquavite, liquo­ri, birra, ecc.
Una segnalazione particolare merita l'industria serica, nonostante Man­tova sia, con Brescia e Cremona tra le Provincie più arretrate, del tutto sprov­vista di filande a vapore; 3) le filande, in numero di 480 pel 1839, avevano varie centinaia di fornelli (secondo il Ciasca le bacinelle erano 1296) ma non riuscivano a lavorare l'intero raccolto dei bozzoli calcolato pel 1839 di libbre mantovane 3.952.875,pel 1844 di 1. m. 4.129.087, pel 1855 dil. m. 2.117.090. *) I 31 filatoi della provincia, di cui 16 a Castiglione delle Stivicrc, potevano lavorare annualmente 170.000 libbre di seta.5)
Completa il quadro delle arti relative all'abbigliamento l'esistenza di una fabbrica per stoffe di Uno e canapa (con 18 telai battenti), di 44 tintorie, di 15 fabbriche per la concia delle pelli, e di 12 per la lavorazione del cuoio. Yi sono inoltre più di 50 fabbriche di calce, gesso e mattoni, 19 di corde e spa­ghi, 8 di candele, e infine 14 tipografie e 5 cartiere (che impiegano più di un centinaio di operai complessivamente).
Di una certa importanza infine i traffici e il commercio, facilitato dagli agenti esecutori di trasporti per acqua (con 44 barche di varie grandezze),, da 150 carrettieri, 20 spedizionieri, 38 vetturini, ecc.:6) la stessa posizione di Mantova, circondata dai fiumi favorisce il commercio di transito.7)
J) C. BABBAGAIXO, Le origini dalla grande industria contemporanea, Firenze, 1951 (II ed.), p. 423.
-) L, PRETI, Notizie statistiche, eii>, pp. 60-96.
v Cfr. K. CIASCA, L'evoluzione economica detta Lombardia dagli inizi del sec. XIX al 1860, in La Cassa di risparmio delle Provincie lombarde netta evoluzione economica della Lom­bardia (1823-1923), Milano, 1923, p. 371.
4) C D'Aitco, Sutte industrio seriche, ci/., pp. 19-20.
6) La mercede giornaliera delle donne impiegate nelle filande era di L. 1,50 alla caldaia e di L. 0,88 all'aspo; cfr. L. PRETI, op. di., p. 73.
6) Per altre notizie ofr. la Guida di Mantova, a. 1844, Mantova, 1844.
7) I prodotti esportati erano principalmente: fieno, pesce, finimento, frumentone, 0 maggio, barro, legumi, salami, vino ecc.; quelli importati: buoi, cavalli, frutta, strumenti ugrari, spezie, frumento (da Odessa) ecc.