Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
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1957
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Renato Gitati
fiore. H sensibile mutamento dello spirito pubblico, dopo la visita dell'imperatore, e l'accordata amnistia, e la nomina del fratello a Governatore del Lombardo-Veneto- e la facilitazione dei passaporti,1) coincide con il graduale ritorno alla normalità sotto il profilo economico: terminata la scarsezza dei cereali, si giunge al ribasso del prezzo del pane che costa 14 cent, la libbra mantovana nell'estate del 1857 e 12 cent, alla fine dello stesso anno. a) XI periodo di crisi agricola sembra ormai superato, anche perchè, cessata quasi ovunque la crittogama, buono si presenta il raccolto dell'uva e migliore dell'ordinario quello del frumento e di tutti i cereali. Tuttavia i possidenti lamentano la gravezza delle imposte, le tasse sui trapassi di proprietà, la diminuzione delle rendite, eco. a causa delle gravose contribuzioni,9) mentre i produttori di vino, per la diminuzione dei prezzi, si risentono del trattato doganale col ducato estense.4) La lega doganale conclusa dall'Austria nel 1853 con i ducati di Parma e Modena favorì senz'altro, per pochi anni, le attività industriali milanesi facilitando l'esportazione di manufatti,5) a scapito del commercio di transito e dell'agricoltura nel mantovano.6)
Non vi erano state poi negli anni di crisi, sensibili agevolazioni da parte delle autorità ai possidenti: anzi pel 1859, oltre le imposte dirette, vi sono imposte indirette di nuova adozione, addizionali straordinarie in varia percentuale 7) sul dazio dello zucchero, del sale, sulle pigioni, ecc.
Accanto alla valutazione della situazione agrìcola vai la pena di dare un rapido cenno delle attività industriali, pressoché nello stesso periodo. Tra le industrie di una certa importanza nel mantovano sono: la serica (anche se i filatoi per lo più si fermano alla fabbricazione della seta greggia) su cui incide pel 1856 l'atrofia dei bachi da Beta con chiusura di filande e filatoi, 8) e quella della concia dei pellami con dieci fabbriche che danno lavoro a più. di cento operai. TSTon mancano poi fabbriche di mattoni e tegole, la cui produzione annuale rappresenta un valore medio commerciale lordo di oltre mezzo milione di lire austriache ,9) di calce, di candele, di tele, di cor--dami* ecc.10)
1) A. S. M., Deleg. cit., busta 173, boli, in data 1 aprile 1857.
2) A. S. M., Deleg. cit., busta 173, boli, in data 1 luglio 1857: Fu abbondante il raccolto del frumento, e la campagna lascia sperare un prodotto assai superiore ali ordinario anche di tutti, gli altri cereali. La popolazione aspetta pero un ribasso nel prezzo del pane che sì mantiene ancora elevato ; id.f boli, in data 1<> ottobre 1857; id., boli, in data 2 gennaio 1858: È' fino dal 1852 che il calmiere del pane non era disceso come lo è oggi a Cini 12 la libbra per eoi anche la classe povera è contenta .
a) Rapporto della Camera di commercio ed industria della provincia di Mantova pel triènnio 1854-56, Mantova 1859, p. 7.
*) A. S. M., Deleg. cit., busta 173, boli, in data 2 gennaio 1858.
3) Cfr. R. CIASCA, L'evoluzione economica della Lombardia àt., p. 399.
) Per il traffico su] Po, per la situazione economica del paese, per le fiere e mercati, cfr. Archivio Comunale di S. Benedetto, busta 602 (1848-66) e 597 (1850-66).
?) C. D'ABCO, Studi intorno al Municipio di Mantova, voli. 7, Mantova, 1871-74, voi. V, pp. 142-150.
8) La crisi serica si lece sentire non solo in Lombardia, bensì anche ha Piemonte e nel Veneto; cfr. R. MOBAITOU Storia della grande industria, eti., p. 89.
9) Rapporto della Camera di commercio, cit., p. 29.
10) il Fc-Ungo, a. I, n. 1, Mantova, 20 gennaio 1866: Dal 1842 al 1851 il prodotto del canapo lavorato verificatosi nella provincia tutta fu di Quint. metr. 91842, in medio di Q.ui. 9184; nel 1856 fi di Q.m. 7016: l'Ostigliese lavora in corda e spaghi, adoperando il canapo del proprio terreno e non bastando questo, ne pigila dal vicino Rovighese .