Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
anno <1957>   pagina <377>
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Aspetti economici del Mantovano 377
La crisi generale ohe aveva colpito l'agricoltura aveva causato note­voli danni anche alle industrie* molte delle quali vengono meno o perdono la primitiva importanza, come le fabbriche di liquori, di cappelli, di sapo­ni, ecc. e tipografie e cartiere.
Per quanto concerne il commercio ' ) .se scarso è stato quello delle sete e pressoché nullo quello delle uve e dei vini, il commercio delle granaglie ha sopportato le fluttuazioni della guerra d'oriente, sia per l'importazione nel 1854, sia per l'esportazione negli anni successivi: abbastanza viva invece l'esportazione del riso verso le provincie tedesche dell'impero. D'altronde lo stesso Rapporto della Camera di commercio non tralascia di segnalare le ragioni per le quali commercio e industria sono divenuti del tutto secondari rispetto all'agricoltura la quale in sé concentrò pressoché tutta la qualsiasi attività della Provincia :2) la misura delle imposte, che per essere troppo gravose e mal distribuite rallentano gli sforzi di miglioramento fondiario, la costruzione di strade ferrate, la lega doganale con Modena e la naviga­zione a vapore sul Po del JLloyd3) non sono in conclusione fonte di prospe­rità, anche perchè producono la disoccupazione di impiegati ed operai, l'in­debitamento di proprietari, l'immiserimento dei contribuenti.
Se venivano meno anche per gli anni successivi4) le lagnanze della classe misera, per l'abbondanza dei cereali e per i prezzi modici dei generi, limitate speranze di miglioramento continuavano a sussistere per l'industria e il commercio, nonostante dal 1856 in avanti, il desiderio di pace fosse concretato nel congresso di Parigi, e una politica più liberale venisse attuata nel LombardoVeneto dalle autorità. Alcuni distretti in particolare,s) per essere del tutto agricoli, soffrivano della depressione commerciale e della mancanza di industrie, anche se era prevedibile una buona invernata a causa del basso costo delle derrate. 6)
Le richieste conclusive che la Camera di commercio presenta alla fine del 1858 al ministero del commercio, industria e pubbliche costruzioni7) riguardano per lo più questioni generali, sulla linea delle difficoltà fin qui messe in luce: diminuzione delle imposte, riduzione dei dazi di consumo mu­rato, revisione dei trattati doganali, opere idrauliche, istituzione di scuole tecniche, codice agrario, abolizione del dazio di entrata sulle macchine per l'industria e l'agricoltura, affrancazione di livelli e decime, ecc.
Sempre più, intanto, si intrecciano le vicende politiche e quelle econo­miche sia in occasione della guerra del 1859 nelle pianure lombarde, ) sia per l'alternativa di libertà o soggezione che colpisce i distretti dell'Olire
1) Rapporto oìt., pp. 37-40.
2) Rapporto, rit., p. 6.
3) Rapporto, eit., p. 6.
'V* A. S, M., Deleg. cìi.., busta 173, boli del 1 luglio 1858, del 1 gennaio e del 1 aprile 1.859.
5) A. S. M., Deleg. ci!.., busta 173, lettera del Commissario distr. di Asola alla Delega­zione Provinciale in data 2 gennaio 1858: Questo distretto è totalmente agricolo. In oggi quel poco commercio ed industria che para esistono si trovano nel sommo decadimento per la crisi finanziaria generale che ttitt'ora pur troppo domina anche in questa Provincia .
6) A. S. M., Deleg. cit. busta 173, lettera-del Commissario distr. di Sormidc in data 24 dicembre 1R57: ... non abbisogneranno perciò straordinari lavori a carico comunale a sollievo della classe più bisognosa .
t) Rapporto, cit., pp. 77-79.
8) A..S. M., Deleg. db, boli. cit:. del 1 aprile 1859; sugli espatri clandestini.