Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
anno
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1957
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pagina
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379
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Aspetti ècono/m<jt del Mantovano 379
la necessità di combattere l'ozio e il pauperismo, di diffondere distruzione popolare, J) dì diminuire la separazione tra città e campagna, ecc.*) H problema sociale3) della vita nelle campagne si lega a quello economico: il rincaro del prezzo del pane in primavera e in inverno suggerisce l'intervento diretto dei comuni per impedire la speculazione e per garantire poveri e possidenti ad un tempo. *)
Non si può dire per altro che tra lo smembramento della provincia nel 1859 e la sua riunificazione dopo la guerra del 1866 siano trascorsi anni lieti per l'economia mantovana, sia perchè le autorità austriache tendevano a spremere sempre più dai territori rimasti sotto la dominazione, sia perchè gli intralci doganali e la scarsezza dei traffici contribuivano a rendere più pesante una già difficile situazióne.5) Né invero può essere ufficiente compenso a tutto ciò l'esportazione dei bozzoli verso la Lombardia*) o l'aumento di qualche lavorazione industriale: all'inizio infatti del 1866 la coltivazione della canapa, non all'ultimo posto dell'industria agricola mantovana, torna ad essere oggetto di speculazione attesa la carezza del cotone , 7) dopo essere stata trascurata negli anni precedenti.
All'indomani dell'unità <c la Lombardia, cadute le barriere doganali e intensificate le comunicazioni, potè finalmente collegarsi con i mercati del resto della penisola e con quelli europei. H commercio di transito poteva rifiorire e rifiorì .8) Qualche tempo più tardi anche il mantovano venne a usufruire della conseguita libertà, tuttavia glieffetti immediati della dominazione austriaca da poco finita si facevano ancora sentire in modo diretto: il comune di Mantova, ad es., continuava ad esigere una percentuale sul dazio,, in base all'ultimo prestito forzato austriaco, poiché la Congregazione provinciale di Mantova aveva approvato una addizionale straordinaria sul da-
I) Il Termometro mercantile, a. I, n. 7, Mantova, 18 luglio 1864: È quindi ormai tempo, ripetiamo, che Governo e Cittadini spendano qualche obolo a vantaggio della popolazione agricola per toglierla dalle tradizioni e dalle consuetudini dannose e per renderla il più possi* bile proficua ed operosa .
s) Il Termometro mercantile, a. I, n. 16, Mantova, 19 settembre 1864: Lamentare quella funesta separazione, che pur troppo esiste tuttora fra la citta e la campagna a ravvisare un rimasuglio di quelle funeste abitudini del feudalesimo (...) parecchie volte inorridimmo alla vista di quei miseri abituri, di quei luridi cenci, di quello scarso desinare, di quei lavori pesanti, dell'abbandonata vecchiezza, della trascurata infermità di quelle sventure insomma che desolano un numero sterminato di contadini... .
3) R Termometro mercantile, a. I, n. 8, Mantova, 25 luglio 1864.
*) Il Termometro mercantile, a. I, n. 2, Mantova, 13 giugno 1864: è necessario che il Comune concorra alla speculazione, acquistando in tempo utile il bisogno d'un intero anno, lasciando poi che la merce corra a sua posta. Cosi facendosi sarebbe rispettato il principio del libero scambio che ih oggi ha forza di dogma nei dettati della pubblico economia, verrebbe assicurato ad equo prezzo il pane alla popolazione e in pari tempo vorrebbe garantito ai coltivatori, a quelli specialmente coi il vendete subito dopo il raccolto è un'assoluta necessità, e che sono i più, un presso onesto alle loro derrate... .
5) A. S. M.. Deleg. eri.., busta 201, boli, del li trimestre 1865: Il fallito raccolto dei bozzoli da seta, il basso prezzo dei cereali e del vini, e In scarsezza del numerario, oltre gli ostacoli doganali in causa del vicini confini, rendono mena ulti vi i mercati e le transazioni commerciali ,
"' A- S. Al.. Deleg. cit., basta 173, bull, del 23 giugno 1860.
tyM'jfolengo, a. I, n. 1, Mani ova, 20 gennaio 1866.
8) A. SAPORI, Le vicende storiche cit., p. 72.