Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
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1957
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Renato Giusti
zio consumo murato pel Comune dì Mantova nella misura del 15 , aggravando il censo ed il dazio consumo forese sul resto . ')
La fine della dominazione, dopo qualche anno di forzata interruzione dei traffici o della diversione delle correnti naturali di commercio (dalla Lombardia verso le provineie venete) aveva sollevato entusiasmo e speranze non solo per l'ottenuta indipendenza, ma pure per le prospettive economiche ed in particolare per la liberazione degli scambi, non più appesantiti da intralci doganali, nell'ambito di un mercato nazionale.
Queste speranze però, specie per- guanto riguarda la città di Mantova, chiusa da mura e fossati, piazzaforte di una certa importanza, non si realizzano: anzi l'inserimento della provincia nel mercato nazionale, l'allontanamento delle guarnigioni austriache dalla fortezza (e ragioni militari poi influenzano negativamente il rinnovamento edilizio della città) provocano un ristagno negli affari ed una diminuzione del lavoro artigiano.
In città fiorivano fabbriche di vetro, di candele, di sapone, concerie di pelli, che ora o non ci sono affatto, o languono perchè i proprietari furono rovinati dai casi politici o altro. Fuori città si fabbrica pure la carta, che è un'industria delle più lucrose e delle più onorevoli per una città civile come la nostra: dentro c'erano tipografie di pómo ordine... . 2) Inoltre in un periodo di rinnovamento, mentre si sta compiendo la trasformazione della struttura sociale del paese a causa della trasformazione del sistema dei trasporti, 3) la provincia mantovana rimane tagliata fuori dalle grandi linee di comunicazione e di trasporto.
Lo sviluppo delle ferrovie nelle provineie vicine, l'eliminazione della dogana, il diminuito traffico fluviale ecc. avevano provocato lo spostamento degli scali mercantili verso altre località, e la perdita di lavoro per gli addetti ai trasporti precedentemente esistenti.4)
Alle inutili lamentele si potevano contrapporre soltanto una energia ed uno slancio veramente produttivi, sia per fare di Mantova un centro industriale, sia per far risorgere questa popolazione dal suo stato di atonia . 5) Lo sfruttamento delle forze idrauliche, l'impianto di industrie manifatturiere, l'incremento dell'industria serica e tessile, la navigazione sul Po (meno costosa dei trasporti per terra) sono gli argomenti dibattuti da tecnici, giornalisti, amministratori, politici, ecc., negli anni che tengono dietro alla liberazione del Veneto:6) vi è indubbiamente, nei limiti provinciali, la volontà
*) Ln Favillai a. I, u. 6, Mantova, 27 novembre 1866.
*) La Favilla, a. H, n. 65, Mantova, 7 febbraio 1867; per altre notizie sull'economia della città, efir. Ragione e Lavoro (luglio 1868-dicembre 1869).
M ALDO ROMANO, il capitalismo e lo Stalo agli ini della vita unitaria, Roma, 1955, p. 15 e flgg.
*) La Favilla, a. Il, n. 65, Mantova, 7 febbraio 1867: ... oltre alle cause politiche e militari, Mantova fu assai danneggiata dalla ferrovìa, che rese d'un trotto inutile e oziosa la sua dogana, e pose sul lastrico spedizionieri, commissari, e una quantità di negozianti e di operai,, che guadagnavano largamente sopra il commercio di trasporto che c'era .
3) il Promotore, a. I, n. 7, Mantova, 17 agosto 1868: ... sarebbe grave torto negligentare l'introduzione dell'industria in questa città (...) Ci sembra che l'unico mezzo di far risorgere questa popolazione dal tuo stato di atonia, oro ohe si minaccia perfino di tagliarci fuori dalla rete ferroviaria che congiunge la media coll'Itnlin settentrionale, sia quello di fare la nostra città centro d'industria .
6) Il Promotore, a. I, n. 1, Mantova, 6 luglio 1868: Il Sindaco di Mantova non può ignorare che la nostra città nulla ha instili! ito finora olle grande risorse che offriva altre volte alle