Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; ECONOMIA ; MANTOVA
anno
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1957
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pagina
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381
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Aspetti economici del Mantovano 381
di seguire da vicino l'espansione commerciale, industriale ed agricola della regione lombarda. ' )
Ma il fatto stesso che in diverse riprese venga affrontato il problema della istituzione di una casa di lavoro per cinquecento operai2) o di stabilimenti per disoccupati3) prova che le condizioni della città non erano migliorate negli ultimi anni.
Per la campagna si trattava di lottare contro le pratiche tradizionali dei contadini, alla luce della tecnica moderna e dei recenti metodi di colti" vazione, v> affrontando la situazione nuova dell'aumento del bracciantato al quale bisognava dar lavoro non con sovraccarico pei comuni o per i privati (livellamenti, arginature, sistemazione di strade, interramenti, ecc.) ma con l'approntamento di piani organici per opere di pubblica utilità e di vasta mole (bonifiche, ferrovie, ecc.); cosi per la città si trattava di superare la crisi finanziaria che andava profilandosi proprio in quegli anni per i gravami fiscali (Fondiaria, Ricchezza mobile, Fabbricato); per la mancanza di credito, ecc.
Non per nulla, sovente in base ad esperienze straniere, si propone l'istituzione di società agricole per la lavorazione delle uve e l'allevamento dei bachi da seta, s) la costruzione di ferrovie,6) lo sfruttamento di risorse idriche, ecc.
Si trattava in conclusione di far riacquistare alla provincia mantovana la sua fisionomia ormai secolare nell'ambito dello stato unitario (cfr. le pratiche e le petizioni per la riunificazione integrale della provincia,7) con la unificazione delle leggi), e insieme di accelerare il processo di trasformazione della struttura economica della provincia, che doveva divenire forza attiva e operante nell'organismo nazionale, a fianco, delle regioni più evolute e produttive.
RENATO GIUSTI
infime classi, che le grandi officine e la zona già rinomata, la navigazione a vapore lungo il Po ed il Mincio, e l'affluenza di merci al Porto Catena ed alla Dogana, la numerosa guarnigione, e le molte famiglie patrizie ora scadute non hanno trovato alcuno dei moderni surrogati che valga a compensarle neppure nella ben che minima parte... .
1) Per una visione generale efr,: P. MAESTRI, L'Italie écanomique en 1867, Firenze, 1867.
2) La Favilla, a. II, n. 43, Mantova, 12 gennaio 1867.
9) VIndicatore mantovano, a. I, n. 3, Mantova, 17 agosto 1868.
4) Il Volgo, a. I, ii. 2, Mantova, 17 marzo 1870: ... chi perdeva noncurante, capì una volta e misurò la sua perdita, e perdo Fui qua e là un darsi attorno, un adoperarsi per consociare l'opere ed il capitale, e se il governo cessato smunse senza posa, e spolpò per cosi dire la proprietà fondiaria, ne ridondò indirettamente uno stimolo al proprietario di ricavare maggior utile dai fondi .
5) La Favilla, a. II, n. 64, Mantova, 6 febbraio 1867: E parlando di agricoltura, perchè non si istituisce a Mantova una società agricola, non foss'altro, per perfezionare la confezione del vino e l'allevamento dei bachi da seta? (...) Una società agricola, quindi, credo che sìa per Mantova uno dei più imperativi bisogni. Perchè coloro tra i nostri principali benestanti.cui la buona volontà non ha mai fatto difetto, non si uniscono per formare il nucleo di una tale 'società ? .
' <) Cfr., tra gli articoli, La Favilla, n. II, n. 171, Mantova, 12 giugno 1867. 1) Cfr. La Favilla, a. II, n. 66, Mantova, 8 febbraio 1867; L. SAaToiurrn, Relazione ùv torno alla reintegrazione dèlia provincia ili Mantova, Mantova, 1867; Raccolta di Leggi Decreti per Vunificazione giudiziaria nelle Provincie della Venezia e di Mantova, Firenze, 1871.