Rassegna storica del Risorgimento

GALLUPPI PASQUALE ; GIACOBINI
anno <1914>   pagina <402>
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ratteristica e simpatHa figura del nostro vecchio e caro scrit-; che vieni ad Occupare anche lui il suo posto non pure nella yt W 5>*P italiano, ma in quella schiera di acuti pen­satori improntati della più schietta italianità, i quali, rifacendosi. rettamente o indirettamente dal Vico, si opposero all'astrattismo antistorico e rivoluzionario di Francia. Lungi dall'apparirci un giacobino, il G-alluppi, adunque, pel suo modo d'intendere e giudi­care gli avvenimenti contemporanei, ci si presenta come un liberale del sec, XIX, penetrato -del senso della realtà e razionalità della storia.
Ne questa Agora viene menomamente turbata dal nuovo docu­mento che qui appresso si aggiunge a queste note: un altro suo discorso accademico, letto a Tropea (nella solita Accademia degli Affaticati) in lode. Questa volta di Ferdinando XI} pel suo avveni­mento al trono. Discorso che io ho avuto sott'occhio nell'autografo, e trascritto fedelmente. Esso, ad ogni modo, non può suscitare uè meraviglia, né rammarico in nessuno che ricordi con quali lieti auspicii salisse al trono jil uipote di quel Ferdinando, a cui il Gal-luppi aveva inneggiato nel 1815. La giovanezza del re , scrisse lo stesso Settembrini nella sua -Protesta., 'la roeenite rivoluzione di luglio iu Francia, re i movimenti di Jìomag'na,. alzarono la nazione a novelle speranze. mólto meglio nelle Ricordanze: Quando Re Ferdinando II, nel novembre del 1830, saliva sul trono delle Sicilie, cominciò bene, e a molti parve un buon principe. Ogni giovane a venti anni è buono, come ogni fanciulla-a-quindici anni è bella. In un suo Manifesto dichiarò di voler rammaiginare le piaghe che da più anni affliggevano il Begno, ristorare la giustìzia, riordinare le finanze, promuoés le industrie ed il commercio ; assicurare in ogni modo i beni dei suoi amatissimi popoli. Quando poi diede un'amnistia, per la quale tornarono a le loro taighe inolia esuli, molti prigionieri, le sperante crebbero e l'allegrezza fu grande. Gli uomini Savi dicevano che egli aveva fette una brutta orazione funebre a suo padre; ma gli davano lode perchè scacciò parecchi ministri e servitori, che durante il regno di Francesco avevano fette mercato d'ogni cosa., perone-restrinse le epese della casa sua, tolse via le cacce, e volle vivere con certa semplicità e parsimonia, che il popolo chiamò avarizia* Pareva a tutta cortese perchè dava udienza a tutti,'tomandava, rispondeva, provvedeva