Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <482>
immagine non disponibile

482
A. SorhélU
Ricci, diceva: Io penso elie Ricci e gli altri erano innocenti . (Jose orribili sono accadute. Riccini e Bonazzi con tormenti e lusinghe fe­cero deporre Tosi e Montanari, ecc. Così con tormenti fecero confes­sare Gasparini e gli altri. Egli fu costretto d'ordine di Bonazzi a met­tere insieme Tosi e Montanari.
Quanto poi alla causa Mattioli erano quasi tutti innocenti, e quelli ohe confessavano il facevano perchè oppressi da tormenti mo­rali e fisici che si facevan loro soffrire d'ordine di Riccini e Bonazzi.
La moglie e il figlio lo trattavano male. Ho sentito che molte volte gli dicevano: Tu sei un assassino; noi non possiamo andare in mezzo a galantuomini giacché portiamo un nome esecrato ed ab­bonito da tutti in causa delle tue scelleratezze . Egli rispondeva che era un galantuomo; che tutto quello che aveva fatto vi era stato ob­bligato da Riccini e da Bonazzi, e che egli aveva procurato di far sempre del bene ai condannati. '
Da altri testimoni risultarono altre gravi frasi accusataci che la moglie del Gallotti fu sentita dire in momenti di ira contro il marito, come queste: lì sangue degli innocenti grida contro di te; guai a te se io 'parlassi, ecc. *
Venerio Montanari fu interrogato il 24 luglio 1850 e dichiarò che la sua deposizione contro il cav. Ricci era falsa, strappatagli dal Bo­nazzi e dal Gallotti, facendogli costoro intendere che il Riccini aveva scoperta una congiura contro il Duca, ma che non gli riusciva di poter condannare i veri colpevoli, che perciò era necessario una tale testi­monianza. Rifiutatosi da principio, fu sottoposto a tormenti e alla fine dovette cedere a quanto si desiderava: su tutto e sulle risposte da dare fu istruito dal Gallotti. Aveva avuta promessa di assoluzione, ossia dell'esilio e di un premio; ma quando senti la condanna di morte ri­mase stordito e meravigliato non poco: per quietarlo gli usarono non pochi favori nelle carceri e gli diedero compensi.a
Il Tosi era morto al tempo della revisione del famoso processo : ina furono sentiti in esame altri che erano stati in carcere a lungo con lui e avevano avuto le confidenze e rivelazioni, come il Piccaglia, il Guidelli, ecc. A quest'ultimo il Tosi confessò un giorno che non avrebbe mai immaginato che per causa sua il povero cavaliere Ricci fosse andato alla morte, e che quelle furono cose che gli fece dire il
i Questa notevole deposizione è nel lascio dogli Appunti sui processi Mat­tioli e Bicol nella Biblioteca comunale dell' Archiginnasio di Bologna. 8 Documenti ristjnardanti, ecc., n, soz. Ili, pag. 107. ! Documenti, ecc., loc. clt., pagg. 104, 105. .