Rassegna storica del Risorgimento
1860-1892 ; ECONOMIA
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1957
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397
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Vicende della politica commerciale italo-francese dal 1860 al 1892 397
di legge, aia in materia di commercio ohe di navigazione, Tutti, però, ricevevano, aiatematicauiente, una fiera opposizione. Nuovi contatti con il Belgio e l'Inghilterra, per la revisione dei trattati, non approdarono ad alcun risultato soddisfacente per la Francia; né miglior conclusione ebbero i negoziati con l'Austria, per alcune modifiche ohe intendeva apportare al trattato dì navigazione. Thiera vedeva, con estrema amarezza, drizzarsi contro di lui gl'industriali insoddisfatti della sua politica; e dire che essi si erano dimostrati sempre suoi fedeli alleati e sostenitori. Vero è che gl'industriali pretendevano dai provvedimenti a loro favore, ma non accettavano quelli che li danneggiavano in qualche modo. Allora, al tempo in cui il Thiera si batteva al Par* lamento, gl'industriali non facevano causa comune con gli agricoltori; ma non tardarono ad accorgerai che, per il trionfo dei loro interessi, l'apporto dei voti degli elettori rurali era fondamentale.
La Francia aveva, allora, due tariffe doganali: una generale, che risaliva al 1806, e che aveva ricevuto qualche modifica, e un'altra convenzionale, ohe si applicava alle nazioni con le quali aveva stipulato un trattato. Le difficoltà che incontrò il governo per il rinnovo di questi trattati, il desiderio di alcuni deputati di rimediare in qualche modo alla complicazione di una doppia tariffa, la speranza che altri nutrivano d'introdurre dazi protettivi attraverso la riforma della tariffa, decise il governo alla preparazione di una nuova tariffa doganale generale. Ciò fu reso possibile soprattutto dal fatto che le elezioni del 1875 avevano portato al governo uomini politici di centro sinistra, che rappresentavano una reazione al precedente ministero di MacMahon che governava la Francia dal 1873, il quale aveva tentato di restaurare il regime liberistico dell'impero. Nell'aprile del 1875, il Ministro del commercio e dell'agricoltura interessò degli studi preliminari della nuova tariffa proposta aia le Camere di commercio sia le Camere Consultative delle arti e manifatture. Le une e le altre si pronunziarono, però, in maggioranza, per il mantenimento dei trattati di commercio.1' Un altro ministro dell'agricoltura, Teisaerenc De Bort, presentò, alla Camera, un progetto di tariffa generale che prevedeva una maggiore protezione dell'industria del cotone. Lo scioglimento della Camera impedì di discutere il progetto. Nel 1878, quando quel ministro riprese il euo portafoglio, presentò al Parlamento un nuovo progetto e questa volta la protezione dell'industria del cotone fu portata al 24 . La lotta si iniziò violenta fra V Associ azione per la difesa dell'industria nazionale e la Associazione per la difesa della libertà commerciale e industriale. E questo il periodo in cui le forze della protezione francese guadagnarono terreno nel paese e nel Parlamento. E fu proprio attraverso il Parlamento che vollero saggiare la loro vera forza; ma ancora una volta, dopo un effimero successo iniziale, non riuscirono a prevalere. Tutto questo doveva accadere proprio in occasione del nuovo progetto di trattato con l'Italia.
Riforme delle tariffo doganali; il trattato di commercio del 1881 Un nuovo trattato di commercio tra la Francia e l'Italia, in sostituzione di quello, scaduto, del 1863, e al quale, i negoziatori, apportarono numerosi ritocchi per adeguarlo ai tempi, fu firmato il 6 luglio 1877. Una delle più impor
ti È. LEVASSEUR, Bittoire du tornitine de la Frane*, ah., p. 568 e sgg.