Rassegna storica del Risorgimento

1860-1892 ; ECONOMIA
anno <1957>   pagina <400>
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400 Luigi lzzo
appena al decimo dei votanti*1) Al Senato la discussione si iniziò il X maggio e anche in questa sede si ripeterono gli stessi argomenti esposti alla Camera; croi, il trattato fa approvato l'8 maggio 1878, con 74 voti favorevoli e 14 contrari.
Qualche giorno dopo, il 10 aprile, si iniziava alla Camera la discussione Bulla riforma doganale. Si ripeterono le critiche fatte in sede di trattato con la Francia; in più, parecchi deputati si lamentarono dell'elevato dazio sull'esportazione degli stracci, della seta greggia o tinta e degli zolfi. Dopo lunghissima discussione, il 15 aprile, anche la nuova tariffa veniva appro­vata; la sua entrata in vigore fu decisa per il 1 giugno 1878, con la racco­mandazione al governo di presentare, entro il 1880, un progetto di legge per una nuova revisione della tariffa.3) Il 15, il Senato approvava con 80 voti favorevoli e 6 contrari anche la nuova tariffa doganale. 3J
Intanto, alla vigilia della prevista entrata in vigore del trattato con la Francia (31 maggio 1878), il presidente del consiglio, Cairoli, era costretto a chiedere al Parlamento, con procedura urgentissima, di prorogare sia la ratifica del trattato, non ancora discusso dal Parlamento francese, sia l'ap­plicazione della tariffa generale, al 1 luglio successivo.4) i primi giorni del mese di giugno furono giorni di alta drammaticità alla Camera francese. Le tesi protezionistiche e liberistiche si alternavano senza posa, contro e a favore del trattato con l'Italia. I protezionisti affermavano che il trattato del 1863 si era dimostrato più favorevole all'Italia che alla Francia, e che, nonostante questo lungo vantaggio, goduto dalla prima, senza alcuna rico­noscenza, il nuovo trattato avrebbe chiuso i mercati italiani all'industria francese, perchè si concedeva all'Italia di elevare i dazi su molti prodotti dell'industria tessile. Inoltre, i prodotti italiani avrebbero pagato un dazio il quale sarebbe ricaduto a carico dei contribuenti francesi ed a beneficio del tesoro italiano. Ma c'era anche un'altra riposta intenzione negli oppo­sitori francesi, affiorata, spesse volte, durante la discussione. Sia il relatore Berlet che altri, affermarono essere assurdo che l'Italia avrebbe iniziato una guerra di tariffe e che, quindi, La Francia avrebbe ritratto notevoli van­taggi con l'apertura di nuovi negoziati. Né il governo né coloro ohe vedevano nel trattato un giusto compromesso tra i due Stati riuscirono a far cambiar idea agl'intransigenti oppositori, e, il 6 giugno 1878, si verificava il fatto cla­moroso: la Camera francese respingeva, con 225 voti contro 220, il trattato con l'Italia.
Le ripercussioni di questo atto, in Italia, non si fecero aspettare, dopo un primo momento di perplessità. Alla Camera, il 17 giugno, furono fatte varie interrogazioni e interpellanze per conoscere il pensiero del governo e le decisioni che intendeva prendere. L'on. Branca ribattè, a una a una, le argomentazioni sostenute durante il dibattito alla Camera francese e consi­gliò il governo di adottare una politica molto più energica. Il Presidente del consiglio, rispondendo ai vari oratori, affermò la necessità d'imporre
') Atti parlamentari sessione 187B, Carnet* dei Deputati, Discussioni, 8 marzo-li mag­gio 1878.
-) Ibidem, Sedate dal 10 al 15 aprila.
*) Atti parlamentari, sessione 1878, Sonato, Discussioni, 9 marzo-13 luglio 1878.
*) Atti parlamentari. Camera dèi Deputati, Discussioni, 13 maggio17 giugno 1878.