Rassegna storica del Risorgimento
1860-1892 ; ECONOMIA
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1957
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403
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Vicende della politica commerciale italo-francese dal 1860 al Ì892 403
ne esportò, in Italia, nel 1884, per 18.000 hi, mentre l'esportazione italiana verso la Francia registrava, nel 1883, 2.100.000 hi e 500.000 bottiglie. Trassero giovamento dalla nuova tariffa italiana e dal trattato del 1881 alcune industrie italiane. La tessitura della seta, in particolare, prese uno sviluppo notevole. Mentre nel 1879 il movimento commerciale italiano registrava, all'importazione, circa 45.000 kg e, alla esportazione, 42.000 kg, nel 1884 le prime discesero a sole 33.000 e le seconde salirono a ben 138.000. Inoltre il cotonificio italiano assumeva il carattere di grande industria proprio in questo periodo. L'inchiesta industriale nel 1874 aveva registrato 700 mila fusi ma 10 anni dopo si potevano fare ascendere a 1.200.000, oltre un grande numero di telai meccanici. Il rapido progresso del cotonifìcio veniva confermato dalle importazioni e dalle esportazioni che raggiunsero, rispettivamente, i 242.000 pi e i 7.790 q.li nel 1877, e 785.000 e 191.000 q.li nel-1*85. Anche l'industria della lana in quegli anni diede segni chiarissimi del suo progresso. I dati riguardanti le importazioni di queste materie prime segnalavano 65.000 q.li nel 1877 e 111.000 nel 1885 e le esportazioni 7.000 q.li nel 1877 e 18.000 nel 1883. Impulso notevole, infine, ottenne l'industria della carta che, un tempo molto fiorente, era stata colpita da una grave crisi, dovuta alia mancata sostituzione delle vecchie macchine con quelle più moderne. Dal 1878 al 1885 la produzione di carta passava dai 50 ai 70 milioni di kg.
La riforma della tariffa doganale italiana e la rottura dei rapporti commerciali con la Francia. - L'articolo 18 della legge del 9 agosto 1883, testé menzionata, raccomandò, al governo, la costituzione di una Commissione d'inchiesta per una revisione radicale della tariffa doganale, composta di nove membri, tre dei quali eletti dal Senato, tre dalla Camera e tre di nomina governativa. Essa avrebbe dovuto terminare i suoi lavori entro il 1 luglio 1886. Il governo, tenuto conto dei risultati dell'inchiesta, doveva presentare, non più tardi del 1 gennaio 1887, un progetto di legge per la revisione della tariffa doganale. La Commissione compì il suo lavoro, nel tempo previsto, in modo esemplare, riuscendo a dare, al governo e al paese, un quadro particolareggiato delle condizioni dell'agricoltura e dell'industria italiana. Il Lampertico, relatore per la parte agricola, l'EIlena, per la parte industriale, diedero le loro conclusioni generali inequivocabili. Il Lampertico non mostrava titubanze per il libero scambio in agricoltura. L'EIlena, invece, proponeva, per i prodotti industriali, dazi molto moderati, e ciò allo scopo di conservare alle industrie quella protezione che aveva avuto inizio, appunto, con la tariffa doganale del 1878, e che aveva giovato al loro sviluppo, soprattutto per quanto riguardava le industrie tessili, le chimiche, le metallurgiche, quella della carta, ecc. Ma la moderazione non era eccessivamente gradita agli interessati. L'opinione pubblica in Italia era, allora, notevolmente influenzata dai partigiani delia Triplice Alleanza e la stampa gallofoba soffiava sul fuoco. A questo bisognava aggiungere l'impazienza di vedere realizzarsi i benefici che si attendevano, particolarmente nel Mezzogiorno d'Italia, da un nuovo regime doganale, per spingere gli agricoltori e gl'industriali a coalizzarsi per domandare la denuncia del trattato di commercio franco-italiano. Un altro motivo che non favoriva, certo, la moderazione degli Italiani veniva proprio dalla Francia. Qui il commercio, l'agricoltura, l'in-