Rassegna storica del Risorgimento
1860-1892 ; ECONOMIA
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1957
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405
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Vicende della politica commerciale italo-francese dal 1860 al 1892 405
di salvare l'agricoltura italiana imponendo fòrti dazi sui prodotti esteri, e dimostrò, con un dotto discorso, l'inutilità dell'aumento del dazio sui cereali. Al che Fon. Plebano, pur dichiarandosi d'accordo, espose le sue riserve; Voi avete protetto tutto e tutti disse il deputato Plebano, sempre parlando di libertà voi vi siete fatti a poco per volta gli arbitri della vita delle industrie accordando maggiori o minori dazi protettori a seconda del vostro criterio... Or voi non potete dir di no all'agricoltura che domanda anch'essa di essere protetta, come le altre industrie. Come potreste, infatti, dire all'agricoltura: Tu devi pagare il ferro che ti occorre, il vestito di cui ti copri e via discorrendo a prezzo di protezione, e dovrai vendere i tuoi prodotti a prezzo di concorrenza... Avete abbandonato il sistema di libertà e dovete subirne le conseguenze. Credete necessario proteggere le industrie; ora dovete proteggere anche l'agricoltura, la quale è un'industria che è degna di tutti i vostri riguardi quanto e più di qualunque altra .
Il 21 giugno 1887 si iniziava la discussione generale sulla nuova tariffa doganale che si esauri in breve tempo, che ogni deputato si riservò di svolgere gli ordini del giorno sugli articoli del trattato.1) E, infatti, gli ordini del giorno che essi presentarono furono numerosissimi, e tutti reclamavano una maggiore protezione di questo o quell'articolo. Cosi, sugli oli d'oliva, per esempio, si ebbero tre ordini del giorno, che domandavano una maggiore protezione del prodotto, e nonostante che la commissione avesse proposto di mantenere inalterato il dazio di 6 lire su questo importante prodotto dell'economia italiana, esso fu portato, nella nuova tariffa, a 15 lire il q.le. Anche il dazio sul vino subì un discreto aumento, perchè passò a 20 lire l'ettolitro, 'contro il parere della Commissione d'inchiesta che aveva ritenuto di confermare il diritto di 15 lire; tra i tessili, i tessuti grezzi di lino e canapa furono colpiti con dazi da 25 a 122 lire il q.le ; i filati di cotone greggio da 18 a 60 lire, e i tessuti greggi di cotone da 62 a 130 lire il q.le; i filati di lana semplici erano colpiti con 45-75 lire il q.le, mentre i tessuti con 200-250 lire; infine i tessuti di seta erano colpiti con dazi moderati che variavano da 7 a 13 lire il kg. Naturalmente, per tutti i tessili di qualità superiori erano previsti dazi molto più elevati. Eccezionalmente breve fu la discussione anche sui singoli articoli della legge, e brevissimi gl'interventi degli oratori nello svolgimento degli ordini del giorno: tutto ebbe luogo nella massima fretta, tanto che la riforma della tariffa fu approvata, in tre giorni, con 199 voti favorevoli e 37 contrari. Al Senato, tanto la discussione generale che quella sui singoli articoli, si esaurirono in due sedute.) Qui le pressioni che avevano esercitato gl'industriali, sulla Commissione parlamentare, per ottenere che non tenesse conto delle relazioni della Commissione d'inchiesta, furono esplicitamente palesi. Nella prima giornata di discussione, il 9 luglio 1887, il senatore Rossi diceva, tra l'altro: Io spero che il Senato vorrà dare largamente il suo voto favorevole a questa tariffa doganale, che è veramente degna degli uomini che l'hanno compilata e che anche venne non poco migliorata dalla Camera elettiva o, meglio, dal relatore, il quale ha potuto giudicare in seconda istanza tutte le petizioni ed osserva-
jj Atti parlamentari. Camera dei Deputati, Discussioni, 13 giugno-16 loglio 1887, seduta del 21 giugno e BUCO.
"ì Atti parlamentari. Senato, Discussioni, editto del 9 e 10 luglio 1887.