Rassegna storica del Risorgimento
LUCANIA
anno
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1957
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pagina
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409
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LA BASILICATA DI UN SECOLO FA
Prima di esporre quali erano le condizioni economiche, civili, sociali e morali del popolo lucano di un secolo fa, vogliamo soffermarci a rilevare quelle fisiche e geografiche che facevano della Basilicata una regione tutta propria, diversa dalle altre, in cui era divisa la nostra penisola. Essa era la più vasta d'Italia, e per estensione superava del doppio le maggiori, che erano le regioni di Alessandria e Brescia, di Firenze e di Novara; era quattro volte più grande di quelle di Bologna e Pavia, Parma e Pesaro; cinque volte le regioni di Milano, Bergamo e Como; otto volte quelle di Ancona e Ravenna; dieci volte quella di Napoli; trenta volte quella di Livorno, ecc. vastità mostruosa, dice il Pani Rossi, che noi reputiamo non abbia altro esempio tra le amministrative spartizioni di quanti civili Stati conti l'Europa.1'
Mentre la florida Lombardia, che era quasi la metà della Lucania, era divisa in nove provincie, questa ne comprendeva una sola. Si aggiunga che le molte sue città erano distanti fra loro decine e decine di chilometri, e che non vi era fra esse un vero capoluogo, riconosciuto per storia e per tradizioni, che potesse accentrare le forze economiche e morali dell'intera regione, essendo passata la capitale da una ad un'altra città, fra loro discordi per interessi e divergenze di vedute.
Inoltre la Basilicata era enormemente distante dalle contermini regioni per lunghezza di confini. Difatti dalla Puglia alla Calabria i confini superavano i duecentocinquanta chilometri, e tra le spiaggie dello Ionio e quelle del Tirreno, o dall'estremo di Terra d'Otranto ai confini della Campania correvano circa dnecento chilometri; sicché tra città e paesi posti alla periferia della nostra regione esistevano distanze non di giorni, ma di settimane e talvolta di mesi, a causa della inopia delle strade, dei torrenti e le fiumane senza ponti, l'asperità del suolo, i precipizi e le alture scabrose.
La capitale, Potenza, era assai distante dagli altri centri, e non esprimeva gl'interessi morali e civili, economici ed intellettuali della regione; essa per numero di abitanti era da meno di Avigliano, di Matera e di Rionero, e per belle costruzioni e agiato vivere, di Melfi e di Matera.
Poi distava da Lagonegro e dai confini della Calabria circa duecento chilometri, da Matera e Terra di Bari oltre centocinquanta chilometri, e dal Melfese, che confina con la Capitanata, oltre cento chilometri. Il distretto di Matera contava 3017 Kmq; quello di Lagonegro 2811; quello di Potenza 2566 e l'altro di Melfi 2280. Questi distretti avevano differenze notevoli per condizioni geografiche, per indole di abitanti, per tradizioni storiche e qualità di costumi. Solo fra Lagonegro e Potenza esisteva una certa affinità; i loro distretti erano divisi in gran numero di comuni e cornimeli i, alcuni dei quali contavano qualche migliaio di abitanti, distanti fra loro per varie decine di chilometri. Il distretto di Lagonegro unito a quello di Potenza formava una provincia, che per vastità era maggiore di ben 44 sulle 59 (escluso il Veneto) in cui si spartiva la penisola, e per numero di abitanti superava 27 provincie.
i) L. PAM BOSSI, La lìasilictùa. Verona, 1868, voi. I, p. 170.