Rassegna storica del Risorgimento
LUCANIA
anno
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1957
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pagina
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417
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La Basilicata di un secolo fa 417
si contavano nella nostra regione. Sulla popolazione di circa mezzo milione, più di nove decimi erano incapaci di e compilare il proprio nome . Quasi nessuno frequentava sale di studi, che non esistevano, o caffè per rinfrancare lo spirilo. Rarissimi erano i giornali, perchè dato il gran numero di analfabeti, non trovavano lettori: di libri non si aveva quasi idea, perchè pochi erano coloro che avevano vaghezza di acquistarli e di leggerli. Di biblioteche pubbliche nemmeno l'ombra; di quelle rare antiche, nessuna diligente custodia; solo in taluni conventi si trovava qualche centinaio di opere, ma in preda ai tarli e ai topi. L'ignoranza era fomite di delitti e di pazzie di plebe, che esaltata da falsi pregiudizi arrivò al punto di bruciare vive alcune don-nicciuole imputate di veneficio e di sortilegio e a fare a pezzi creature umane accusate di stregoneria.
D Governo alimentava la credenza degli untori, comminando pene severissime ai voluti propagatori del colera. Di fatti in una circolare del 21 agosto 1854 si diceva: Considerando che la divulgazione delle voci di avvelenamento siasi fecondata nell'animo del pubblico in modo da renderlo per* plesso in ogni tratto della vita privata, ordino: Chiunque darà occasione sia con detti sia con gettare delle materie ancorché non nocive, ma che dessero allo scopo di dimostrarle velenose, sarà immediatamente arrestato con
empara di polizia, e soggetto da 30 a 50 legnate ; chiunque sul fatto
sarà sorpreso come osservatore o che fosse diffusore di materie venefiche,
dopo l'arresto sarà soggetto da 50 a 100 legnate ; chiunque introducesse
nei pubblici forni, nelle botteghe, presso le fontane, nelle piazze dei commestibili, nei molini ed altri pubblici ridotti, a solo oggetto di eccitar disordine con pratiche sospette, sarà trattato come sopra; chiunque propalasse notizia di conoscere autori d'avvelenamento, e non ne abbia fatto denunzia alla polizia.... è soggetto a 30 fino a 50 legnate, e verrà poi spedito a lontano domicilio. La Commissione delle legnate, incaricata d'infliggerle e farle subito eseguire, è quella stessa che disimpegna Io identico incarico pei detenuti .
TX clero era sempre potente, e aveva larghi beni e notevole influenza fra le masse. Annoverava ben 97 conventi d'ogni ordine, con 1900 religiosi, e possedeva oltre 12 milioni di sostanza, e quasi un ventesimo della ricchezza immobile di tutta la regione. Il numero dei chierici usciti dai dodici seminari, era di 2300; erano addossati a 501 cappelle che dai ruoli del catasto appariva possedessero altri 3 milioni di fortuna; le chiese erano 301, di cui 96 godevano di benefici semplici per il valore di oltre mezzo milione; poi si contavano 4 vice parrocchie, 168 tra chiese curate e parrocchie, con profitti di oltre sette milioni di sostanza, e 171 collegiate o cleri recettizi, con un beneficio di 8 milioni di patrimonio; in ultimo 13 diocesi o frazioni. Sicché il clero possedeva complessivamente un patrimonio superiore ai 32 milioni, oltre ai contributi offerti dai comuni e dalla pietà dei privati, per cui rappresentava almeno uno ottavo della pubblica ricchezza.
Mentre le chiese erano trascurate, e alcune cadenti, c'erano ampli e bellissimi chiostri ricclii di ogni conforto; mentre difettavano gli ordini che prediligono gli studi, come gli scolopi, i barnabiti, i Salesiani, abbondavano gli agostiniani, i cappuccini, i conventuali, i missionari, gli osservanti, i domenicani, i paolotti ecc., che mirano principalmente alla cura delle anime*
Conseguenza diretta di questo triste stato di cose fu il fenomeno del brigantaggio nella Basilicata. Molti studiosi di politica e di sociologia se ne