Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FINANZA ; MONTI DI PEGNO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1957
>
pagina
<
422
>
422 Armando Lodolini
H primo Monte fu quello della Fede eretto da Clemente VII il 19 agosto 1526 in un momento di grave crisi pontificia ed europea. I Turchi avevano invaso l'Ungheria, mentre il Papa aveva dovuto rifugiarsi in Castel S. Angelo per le minacce degli imperiali e dei Colonna che avevano anticipate le gesta del sacco . La bolla di erezione del Monte Fede rammenta questo terribile momento ed è perciò documento eloquente come pochi. La bolla Romanum Pontijicem si trova nell'Archivio Vaticano ma è naturalmente conosciuta da vari scrittori, tra cui il Cohellius *) ed è stata pubblicata nelle parti essenziali da Antonio Rota. 2)
L'amministrazione del primo Monte si manifestò senz'altro autonoma da quella stessa della Camera apostolica. Il fondo era di 200.000 ducati con l'interesse del 10 :3) al pagamento del quale si provvide con i proventi della dogana delle merci di S. Eustachio, facendo in modo che per ogni mille ducati del fondo corrispondessero cento ducati dei proventi della dogana (10 ). 1 Montisti erano inoltre autorizzati a formare un collegio con propri statuti e giurisdizione sui propri ufficiali. H titolo del credito veniva riconosciuto con lettere patenti, sovente in pergamena, e l'ampiezza del documento non dava incomodo perchè le lettere non giravano, ma venivano sostituite da nuovi titoli, quando avveniva la cessione del corrispondente luogo di monte.
Dopo Clemente VII le erezioni furono numerosissime, e a poco a poco, quando la Camera limitò la loro autonomia amministrativa, più propriamente si chiamarono Monti camerali vacabili e non vacabili, divenendo sempre più organismi moderni. I Monti, com'è noto, avevano già qualche secolo di vita negli altri Stati italiani, *) ma questo della Fede, come i successivi, hanno caratteristiche originali, propri dello Stato pontificio che se ne valse per la sua politica e a questa necessariamente subordinò il loro organamento finanziario e valutario.
Il primo libro del Monte Fede porta il n. 3313 e il titolo Mentis Fidei Veterioris Lib. Primus riferendosi certamente ad un primus della raccolta formata dal nuovo segretario Giovanni Riccio, nominato il 25 agosto 1532. Vi fu però di fatto un'estinzione del Monte nel 1587 e poi la sua riapertura; ma si mantennero per qualche tempo con amministrazioni separate.
1) De botto regimine, cap. 34, art. IV, n. 2
) Michelangelo e il Monte della Fede, in Avellivi, 1937, n. 1.
3) H saggio ufficiale del denaro fu ignorato per secoli nello Stato pontificio come quello che è la risultante di componenti economico-sociali: la massa monetaria in circolazione, la richiesta di denaro, investimenti produttivi, ecc. Non pub dunque stupire un interesse così alto. Lo vedremo infatti centrarsi nei secoli seguenti a mano a mano che il credito si regolarizza e si organizza modernamente. Ma bisogna aspettare quasi un secolo: cioè quando Paolo V con breve 13 dicembre 1605 diretto al conte Ottavio Tassoni, fondo un pubblico banco dei deposili garantito dal patrimonio immobiliare dell'Arciospedale di S. Spirito (E. PONTO, SI banco di S, Spirito, Roma, 1941). Al banco fu affidato nel 1608 il Monte di S. Spirito di 150.000 scadi per i lavori dell'Acquedotto Paolo.
*) Vcd. G. LUZZATTO, / prestiti della Repubblica di Venezia nei secoli XIII-XV, Padova, 1929; H. SIEVERINO, Studio sulle finanze genovesi nel Medio Evo, in Atti detta Società Ligure di Storia Patria, XXXV, Genova, 1906-1907; G. BARBADOHO, Le finanze della Repubblica Fiorentina. Imposta diretta e debito pubblico fino alla isiiiuziom del Monte, Firenze, 1939; G. CANESTHINI, La scienza e reale di Siato desunte dagli atti ufficiali detta Repubblica Fiorentina dei Medici, Firenze, 1862.