Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FINANZA ; MONTI DI PEGNO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1957
>
pagina
<
424
>
424
Armando Lodolini
lo diminuirono ancora al 3 :-ì Monti così riformati si dissero di S. Pietro. I montasti preferirono, in genere, la conversione (trasfusione), al rimborso che il fisco onestamente poneva in alternativa. La riduzione dell'interesse denuncia il trapasso all'era moderna.
Da operazioni tra la Finanza pubblica e i privati, i Monti passano ben presto a investire l'economia dei Comuni. Gregorio XHT aveva eretto un Monte delle provinole il 31 agosto 1576, costituito da 3.000 luoghi di 100 scudi, 1) con l'interesse del 6,50 ed avente per dotazione la gabella sulla carne suina e il sussidio triennale imposto perla guerra contro i Turchi. Estinto il monte dovevano anche estinguersi le gabelle. Dopo varie vicende, fusioni ed ampliamenti, Clemente "Vili, il 15 giugno 1592 lo accrebbe ancora perchè le Comunità potessero liberarsi da un debito di mezzo milione di scudi verso la Camera apostolica che l'aveva anticipato per permettere provviste di grano. H Monte delle comunità è da considerarsi nato con questo provvedimento che fa le Comunità debitrici verso i montisti per quelle quote di luoghi per cui sono state ammesse. La nascita ufficiale, cioè un Monte esclusivamente dedicato alle Comunità, avviene col m.p. di Clemente Vili del 25 maggio 1603,2) Ad sublima Apostolica dignitatis. Molte comunità risultavano in deteriorem conditionem prolapsae e a miseriis, usuris, aereque alieno maxime oppressas et laceratas . Difficili apparivano le estinzioni dei censi (d'altronde proibite) o il pagamento dei loro frutti. Non vi era salvezza che nell'erezione di un Monte. Il Monte delle comunità è un esempio di Monte aperto, in quanto il suo ammontare era determinato dall'evoluzione dei bisogni e dei tempi. Al primo monte ne seguirono altri per tutto un secolo.3)
Col progredire dei tempi, i Monti divengono sempre più il modo col quale lo Stato si procura i mezzi per le spese di utilità pubblica: abbiamo visto all'inizio del Seicento, un prestito per l'acquedotto Paolo; ma poi numerose opere o funzioni di Stato sono finanziate da un prestito pubblico e specialmente il reintegro dei bilanci comunali, come può ricavarsi dall'elenco dei 3762 volumi dei Luoghi di Monte dell'Archivio di Stato di Roma che finiscono con l'anno 1819 (ma è una semplice punta) e con interessi moderni del 3-4 .
Un chirografo di Fio VI (6 maggio 1775) c'informa che vi erano ancora Comunità debitrici alla Camera apostolica per vecchi Monti. Il Pontefice le ammise al Monte nuovo comunità, per la quota necessaria all'estinzione.
') DE VECCHI, Raccolta di rescritti e decreti sul Buon Governo, Roma, Marnanti, 1734.
*l Archivio di Stato di Roma, Bando.
3) Una delle difficoltà nell'amministrazione dei Monti era la varietà delle monete in circolazione nel Seicento: fiorini grossi, fiorini piccoli, fiorini d'oro, fiorini d'argento, lucchesi. perugini, corlonesi. veneziani, turonensj, provisini, pisani, senesi, papalini. Di mix facilità di falsificazioni, differenza e lentezza degli scrunili. Qomcuie tftìl riuscii a mettere un po' d'ordine nella materia valutaria, togliendo ai rettori dello Provincie la facoltà di aopraintendere alle monete: poi avocata alla Camera apostolico. Per far fronte alla spesa costituì un piccolo monte di 750 luoghi: il Monte dell! Quattrini (THIÌTNEB, Codex diplomaticus Domini lem-poralis S. Scdìst Roma, 1861).
Sui Monti relativi alle Comunità vedi l'introduzione (pp. 394-400) del voi. di EMO LODOMNI L'Archivio della S. Congregazione del Buon Governo, edito dal Ministero dcll'In-terno in Pubblicazioni degli Archivi di Stato XX, 1956, uscito nelle more della stampa della presente*
'Vedi anche il mio I monti camerali nel sistema della finanza pontificia nel voi. Archivi storici delle aziende di credilo (voi, I), uscito pure nel 1956, a cura dell'Associazione Bancaria Italiana.